Esperienze straordinarie nei Mondi Invisibili

ISBN: 9788896096741
Autore: Diego Pignatelli
Collana: Saggistica
Pagine: 108
Prezzo: 11,00 €
Descrizione: Diego Pignatelli si fa pioniere di un nuovo innovativo genere letterario, la autobiografia transpersonale. Mondi Invisibili inizia con il suo viaggio attraverso il canale del parto e continua con i suoi viaggi nei regni visionari, universi paralleli ed incontri archetipici. Questo libro dimostra che la mitologia non è morta, e che il grido del mito in questo ventunesimo secolo è sia evocativo che d’obbligo.
Stanley Krippner Ph. D. Co-author, Personal Mythology
Diego Pignatelli ha una vasta gamma di vita interiore attivata ed energizzata dalla sua voce di scrittore che egli condivide con i lettori dei Mondi Invisibili, il cui scopo è al di là delle analisi scientifiche, ed è l’intima condivisione di una personale ispirazione spirituale dall’interno del cui percorso risale agli albori della storia umana. Possano le sue esperienze ispirare la scoperta di una ricchezza interiore per tutti noi.
Stuart Sovatsky, Ph D. autore di Your Perfect Lips


Il materiale descrittivo riportato qui di seguito oltre ad
essere un resoconto esperienziale delle mie visioni, offre anche
uno ampio sguardo e ricchi contenuti per chi si addentri
nello studio dei miti, della psicologia della religione e del misticismo comparato.
[...] LINK AL LIBRO Condividi : [...]
Esperienze Straordinarie nei Mondi Invisibili
Recensione
-di Diego Pignatelli
Esplorando territori della mitologia e dispiegandoli in un racconto mitopoietico dall’immaginazione attiva,ho tentato attraverso questa ricca produzione di immagini e simboli risalenti agli albori dell’umanità,di recuperare la dimensione immaginale in una sorta di rivelazione psicologica o meglio in uno “psicologema”individuale e del mio incontro con il numinosum,il misteriosamente Altro.
L’avventura mitica di questo straordinario viaggio interiore è nella stessa varietà e variazione di esperienze mitiche riflesse come campi olografici sintonizzati sul mondo reale,ma amplificati come frameworks spazio/temporali e realtà parallele nella dimensione percettiva ed intrapsichica.
Il mondo sotterraneo esplorato nello stato intermedio alla nascita del bardo thodol,è la coscenza testimone capace di universalizzare i simboli e creare i miti.E’ il viaggio dell’Atman,dell’espoloratore di Mondi Invisibili giacenti dietro il velo della coscenza umana.
Il teatro di questo mondo fantastico è contornato da divinità ancestrali,faraoni e semi-dei o paradisi celesti Sumeri,Egizi e della mitologia dell’India.
Come riflesso della cognizione sottile e retrospettiva intessuta di immagini mitiche,ho voluto descrivere ma soprattuto evocare la mia personale o direi “transpersonale”immagine del mito.
E se l’ontonogenesi,cioè il percorso individuale riflette la filogenesi dell’umanità,queste immagini primordiali sono e da sempre saranno impresse nella psiche creativa di ogni individuo esploratore,visionario,artista e scrittore.
E’ nel mio ruolo di scrittore che cerco di narrare questo breve mitologema dell’umanità,attingendolo alle risorse dell’inconscio stesso,da quel territorio inesplorato ma che solo pochi individui esploratori hanno avuto il privilegio di percorrerlo,rivelandone gli strati e le dimensioni più profonde.
E’ a questi pochi eroi della psiche che sono immensamente debitore.E’ a Jung,padre della psicologia del profondo nel metodo analitico e psicoterapeutico.C. G. Jung ha rincorso le sue immagini interiori per tutta una vita attraverso il metodo attivo di immaginazione e nel suo dovere medico e scientifico di servizio all’umanità ha fondato teoricamente ed empiricamente l’esteso edificio simbolico di quegli archetipi universali presenti nella psiche collettiva e tessuti nel mito e nelle religioni di tutti i popoli.Attraverso una personale ed estesa analisi creativa del mitologema dell’umanità diretta all’individuazione della psiche creativa ed individuale,Jung ha fornito strumenti eccezionali per l’esplorazione individuale dell’inconscio.
Altro pioniere a cui sono grande debitore è Stanislav Grof,uno dei fondatori della Psicologia Transpersonale in USA anch’egli esploratore e continuatore di Jung e fondatore della terapia Olotropica (Holotropic Breathwork).Grof ha fornito una chiave di lettura teoretica e fenomenologica introducendo la dimensione immaginale scaturita dalla mitologia comparata e dalle varie reprèsentationes collective o “mundus perinatalis” di immagini fantastiche per una nuova cartografia della psiche,mappando così le aree inesplorate dell’inconscio attraverso un nuovo simbolismo archetipico rivisitato alla luce delle nuove ricerche moderne sulla coscienza,tanatologiche,sciamaniche ed antropologiche e psicodinamiche perinatali.
Lo spazio non mi consente di annoverare altri pionieri del profondo a cui sono debitore:uno tra tutti Stanley Krippner,amico personale,scienziato,mitologo,parapsicologo ed anziano esploratore delle nuovissime frontiere della nuova scienza verso,l’inconscio che stanno aprendo nuovi sviluppi tra psiche,corpo e materia.Frontiere che auspico possano essere esplorate a seguito di questa mia breve autobiografia,come testimonianza transpersonale di Mondi Invisibili che stanno al di là della percezione diretta e di ciò che l’essere umano difende come dogma della “realtà”.
Anticipando così altre letture archetipiche e mitiche che so state e saranno di qui a venire in altri contesti ho cercato nell’esempio di Jung,di rendere onore alla dimensione personale attraverso una prosa mitopoietica ed un recupero del mito delle “origini”che non è più fondato in questa società.Quindi uno sprofondamento ed una regressione nell’utero introdotto dalle ricerche di Otto Rank e Stanislav Grof,non significano altro che un calarsi nell’Anima del Mito.Quell’antichità dello Spirito che va riscoperta e rivelata quale ritorno alla Anima degli Antenati(vedi Psiche Primordiale,& MyBook 2010 Diego Pignatelli).Una lunga serie di antenati ci separa dall’Anima dell’inconscio e dai suoi strati antichi,e fare ritorno ad essi ci radica saldamente nel mito e nelle origini ancestrali della psiche.Cosicchè il mito si rivela all’uomo,e funge da archetipo del significato in un tempo storico che non lo riconosce più.In tal senso il recupero della prosa fantastica ed immaginale vuole rappresentare un tentativo di recupero dell’immagine mitica come rappresentante autentica e spiritualmente legittima dell’Anima.
Diego Pignatelli
Esperienze Straordinarie nei Mondi Invisibili
Recensione
-di Diego Pignatelli
Esplorando territori della mitologia e dispiegandoli in un racconto mitopoietico dall’immaginazione attiva,ho tentato attraverso questa ricca produzione di immagini e simboli risalenti agli albori dell’umanità,di recuperare la dimensione immaginale in una sorta di rivelazione psicologica o meglio in uno “psicologema”individuale dal mio incontro con il numinosum,il misteriosamente Altro.
L’avventura mitica di questo straordinario viaggio interiore è nella stessa varietà e variazione di esperienze mitiche riflesse come campi olografici sintonizzati sul mondo reale,ma amplificati come frameworks spazio/temporali e realtà parallele nella dimensione percettiva ed intrapsichica.
Il mondo sotterraneo esplorato nello stato intermedio alla nascita del bardo thodol,è la coscenza testimone capace di universalizzare i simboli e creare i miti.E’ il viaggio dell’Atman,dell’espoloratore di Mondi Invisibili giacenti sotto il velo della coscenza umana.
Il teatro di questo mondo fantastico è contornato da divinità ancestrali,faraoni e semi-dei o paradisi celesti Sumeri,Egizi e dell’arte sublime della mitologia indiana.
Come riflesso della cognizione sottile e retrospettiva intessuta di immagini mitiche,ho voluto descrivere ma soprattuto evocare la mia personale o direi “transpersonale”immagine del mito.
E se l’ontonogenesi,cioè il percorso individuale riflette la filogenesi dell’umanità,queste immagini primordiali sono e da sempre saranno impresse nella psiche creativa di ogni individuo esploratore,visionario,artista e scrittore.
E’ nel mio ruolo di scrittore che cerco di narrare questo breve mitologema dell’umanità,attingendolo alle risorse dell’inconscio stesso,da quel territorio inesplorato ma che solo pochi individui esploratori hanno avuto il privilegio di percorrerlo,rivelandone gli strati e le dimensioni più profonde.
E’ a questi pochi eroi della psiche che sono immensamente debitore.E’ a Jung,padre della psicologia del profondo nel metodo analitico e psicoterapeutico.
C. G. Jung ha rincorso le sue immagini interiori per tutta una vita attraverso il metodo attivo di immaginazione e nel suo dovere scientifico,prestando un enorrme contributo all’umanità ha fondato teoricamente ed empiricamente un esteso edificio simbolico ermeneutico di quegli stessi archetipi universali presenti nella psiche collettiva e tessuti nel mito e nelle religioni di tutti i popoli e di tutte le culture.Attraverso una personale ed estesa analisi creativa del mitologema dell’umanità diretta all’individuazione della psiche creativa ed individuale,Jung ha fornito strumenti eccezionali per l’esplorazione dell’inconscio.
Altro pioniere a cui sono grande debitore è Stanislav Grof,uno dei fondatori della Psicologia Transpersonale in USA anch’egli esploratore e continuatore di Jung e fondatore della terapia Olotropica (Holotropic Breathwork).Grof ha fornito una chiave di lettura teoretica e fenomenologica dell’inconscio introducendo la dimensione immaginale scaturita dalla mitologia comparata e dalle varie reprèsentationes collective o “mundus perinatalis” di immagini fantastiche e dinamiche di una nuova cartografia della psiche,mappando così le aree inesplorate dell’inconscio attraverso un nuovo simbolismo archetipico rivisitato alla luce delle nuove ricerche moderne sulla coscienza,tanatologiche,sciamaniche ed antropologiche e psicodinamiche perinatali.
Lo spazio non mi consente di annoverare altri pionieri del profondo a cui sono debitore:uno tra tutti Stanley Krippner,amico personale,scienziato,mitologo,parapsicologo ed anziano esploratore delle nuovissime frontiere della nuova scienza che vanno verso nuove direzioni e che stanno aprendo nuovi sviluppi nello spiegare la sottile linea di confine tra psiche,e materia e nel tentativo di trascendere il paradigma scientifico attuale radicata nell’errata epistemologia tra corpo e mente (mind-body relationship)ed stendersi così verso nuove frontiere della psiche.Frontiere che auspico possano essere esplorate a seguito di questa mia breve autobiografia,come testimonianza transpersonale di Mondi Invisibili che stanno al di là della percezione diretta e di ciò che l’essere umano difende come dogma ipostatico della “realtà”.
Anticipando così altre letture archetipiche e mitiche che sono state e saranno di qui a venire in altri contesti,esempi per la ricerca mitica,ho cercato nell’esempio di Jung,di rendere onore alla dimensione personale attraverso una prosa mitopoietica ed un recupero del mito delle “origini”.Un mito,un “orgine psichica”che tenderebbe ad una riconnessione ed integrazione per l’umanità.Un tentativo eroico di sprofondamento e di regressione perinatale nell’utero del mondo introdotto dalle ricerche di Otto Rank (Rank,1929) e Stanislav Grof (Grof, 1976,1988,2000),non significa altro che un calarsi nell’Anima del Mito.Quell’antichità dello Spirito che va riscoperta e rivelata quale ritorno alla Anima degli Antenati (vedi Psiche Primordiale,& MyBook 2010 ,Diego Pignatelli).Una lunga serie di antenati ci separa dall’Anima dell’inconscio e dai suoi strati antichi,e fare ritorno ad essi ci radica saldamente nel mito e nelle origini ancestrali della psiche.Cosicchè il mito si rivela all’uomo qual’è alle origini dell’Anima fungendo quale dimensione personale dell’eroe e quale archetipo del significato in un tempo storico che non li riconosce più (l’eroe ed il significato).In tal senso il recupero della prosa fantastica ed immaginale e mitopoietica vuole ricostituire un tentativo di recupero dell’immagine mitica come rappresentante autentica e spiritualmente legittima dell’Anima.
Diego Pignatelli
Esperienze Straordinarie nei Mondi Invisibili
Visioni dalla Dimensione Transpersonale
Nuova Prefazione
-di Diego Pignatelli
Esplorando territori della mitologia e dispiegandoli in un racconto mitopoietico dall’immaginazione attiva,ho tentato attraverso questa ricca produzione di immagini e simboli risalenti agli albori dell’umanità,di recuperare la dimensione immaginale in una sorta di rivelazione psicologica o meglio in uno “psicologema”individuale dall’ incontro con il numinosum,il misteriosamente Altro.
L’avventura mitica di questo straordinario viaggio interiore è nella stessa varietà e variazione di esperienze mitiche riflesse come campi olografici sintonizzati sul mondo reale,ma amplificati come frameworks spazio/temporali e realtà parallele nella dimensione percettiva ed intrapsichica.
Il mondo sotterraneo esplorato nello stato intermedio alla nascita del bardo thodol,è la coscenza testimone capace di universalizzare i simboli ed esplorare i miti.E’ il viaggio dell’Atman,dell’espoloratore di Mondi Invisibili giacenti sotto il velo della coscenza umana.
Il teatro di questo mondo fantastico è contornato da divinità ancestrali,faraoni e semi-dei o paradisi celesti Sumeri,Egizi e dell’arte sublime della mitologia indiana.
Come riflesso della cognizione sottile e retrospettiva intessuta di immagini mitiche,ho voluto descrivere ma soprattuto evocare la mia personale o direi “transpersonale”immagine del mito.
E se l’ontonogenesi,cioè il percorso individuale riflette la filogenesi dell’umanità,queste immagini primordiali sono e da sempre saranno impresse nella psiche creativa di ogni individuo esploratore,visionario,artista e scrittore.
E’ nel mio ruolo di scrittore che cerco di narrare questo breve mitologema dell’umanità,attingendolo dalle risorse dell’inconscio stesso,da quel territorio inesplorato ma che solo pochi individui esploratori hanno avuto il privilegio di percorrere,rivelandone gli strati e le dimensioni più profonde.
E’ a questi pochi eroi della psiche che sono immensamente debitore,giganti alle mie spalle.E’ a Jung,padre della psicologia del profondo nel metodo analitico e psicoterapeutico.C. G. Jung ha rincorso le sue immagini interiori per tutta una vita attraverso il metodo dell’ immaginazione attiva e rivelandone i preziosi contenuti attraverso un dovere scientifico e prestando enorrme contributo all’umanità ha fondato teoricamente ed empiricamente un esteso edificio simbolico ermeneutico di quegli stessi archetipi universali presenti nella psiche collettiva e tessuti nel mito e nelle religioni di tutti i popoli e di tutte le culture.Attraverso una personale ed estesa analisi creativa del mitologema dell’umanità diretta all’individuazione della psiche creativa ed individuale,Jung ha fornito strumenti eccezionali per l’esplorazione dell’inconscio.
Altro pioniere a cui sono grande debitore è Stanislav Grof,uno dei fondatori della Psicologia Transpersonale in USA anch’egli esploratore e continuatore di Jung e fondatore della terapia Olotropica (Holotropic Breathwork).Grof ha fornito una chiave di lettura teoretica e fenomenologica dell’inconscio introducendo la dimensione immaginale scaturita dagli studi sulla mitologia comparata e dalle varie reprèsentationes collective o “mundus perinatalis” di immagini fantastiche e dinamiche di una nuova cartografia della psiche,mappando così le aree inesplorate dell’inconscio attraverso un nuovo simbolismo archetipico rivisitato alla luce delle nuove ricerche moderne sulla coscienza,tanatologiche,sciamaniche ed antropologiche e psicodinamiche perinatali.
Lo spazio non mi consente di annoverare altri pionieri del profondo a cui sono debitore:uno tra tutti Stanley Krippner,mio amico personale,scienziato,mitologo,parapsicologo ed anziano esploratore delle frontiere della nuovissima scienza che vanno verso nuove direzioni e che stanno suggerendo interessanti sviluppi nell’accorciare il divario tra psiche e materia e nel tentativo di trascendere il paradigma scientifico attuale fondato nell’errata epistemologia tra corpo e mente (mind-body relationship)ed stendersi così verso nuove frontiere della psiche.Frontiere che auspico possano essere esplorate a seguito di questa mia breve autobiografia,come testimonianza transpersonale dei Mondi Invisibili che stanno al di là della percezione diretta e di ciò che l’essere umano difende come dogma della “realtà”.
Anticipando così altre letture archetipiche e mitiche che sono state e saranno di qui a venire in altri contesti,esempi per la ricerca mitica e psicologica,ho cercato nell’esempio di Jung,di rendere onore alla dimensione personale attraverso una prosa mitopoietica ed un recupero del mito delle “origini”.Un mito,un “orgine psichica”che tenderebbe ad una riconnessione ed integrazione per l’umanità.Un tentativo eroico dell’individuo di sprofondamento e di regressione perinatale nell’utero del mondo.Tentativo quello introdotto dalle ricerche di Jung,Otto Rank (Rank,1929) e Stanislav Grof (Grof, 1976,1988,2000),che non significa altro che un calarsi nell’Anima del Mito.Quell’antichità dello Spirito che va riscoperta e rivelata quale ritorno alla Anima degli Antenati (vedi Psiche Primordiale,& MyBook 2010 ,Diego Pignatelli).Una lunga serie di antenati ci separa dall’Anima dell’inconscio e dai suoi strati antichi,e fare ritorno ad essi ci radica saldamente nel mito e nelle origini ancestrali della psiche.Cosicchè il mito si rivela all’uomo qual’è alle origini dell’Anima fungendo così quale dimensione personale dell’eroe e quale archetipo del significato in un tempo storico che non li riconosce più (l’eroe ed il significato).In tal senso il recupero della prosa fantastica ed immaginale e mitopoietica vuole ricostituire un tentativo di recupero dell’immagine mitica come rappresentante autentica e spiritualmente legittima dell’Anima.
Diego Pignatelli
Esperienze Straordinarie nei Mondi Invisibili
Nuova Prefazione
-di Diego Pignatelli
Esplorando territori della mitologia e dispiegandoli in un racconto mitopoietico dall’immaginazione attiva,ho tentato attraverso questa ricca produzione di immagini e simboli risalenti agli albori dell’umanità,di recuperare la dimensione immaginale in una sorta di rivelazione psicologica o meglio in uno “psicologema”individuale dall’ incontro con il numinosum,il misteriosamente Altro.
L’avventura mitica di questo straordinario viaggio interiore è nella stessa varietà e variazione di esperienze mitiche riflesse come campi olografici sintonizzati sul mondo reale,ma amplificati come frameworks spazio/temporali e realtà parallele nella dimensione percettiva ed intrapsichica.
Il mondo sotterraneo esplorato nello stato intermedio alla nascita del bardo thodol,è la coscenza testimone capace di universalizzare i simboli ed esplorare i miti.E’ il viaggio dell’Atman,dell’esploratore di Mondi Invisibili giacenti sotto il velo della coscenza umana.
Il teatro di questo mondo fantastico è contornato da divinità ancestrali,faraoni e semi-dei o paradisi celesti Sumeri,Egizi,Aztechi,Maya e dell’arte sublime della mitologia indiana.
Come riflesso della cognizione sottile e retrospettiva intessuta di immagini mitiche,ho voluto descrivere ma soprattuto evocare la mia personale o direi “transpersonale”immagine del mito.
E se l’ontogenesi,cioè il percorso individuale riflette la filogenesi dell’umanità,queste immagini primordiali sono e da sempre saranno impresse nella psiche creativa di ogni individuo esploratore,visionario,artista e scrittore.
E’ nel mio ruolo di scrittore che cerco di narrare questo breve mitologema dell’umanità,attingendolo dalle risorse dell’inconscio stesso,da quel territorio inesplorato ma che solo pochi individui esploratori hanno avuto il privilegio di percorrere,rivelandone gli strati e le dimensioni più profonde.
E’ a questi pochi eroi della psiche che sono immensamente debitore,giganti alle spalle.E’ a Jung,padre della psicologia del profondo nel metodo analitico e psicoterapeutico.C. G. Jung ha rincorso le sue immagini interiori per tutta una vita attraverso il metodo dell’ immaginazione attiva e rivelandone i preziosi contenuti simbolici e con assoluto dovere scientifico ha prestato enorrme contributo all’umanità fondando creativamente, teoricamente ed empiricamente un esteso edificio a cui ha dato il nome di inconscio collettivo o deposito filogenetico dell’umanità,assegnando agli stessi archetipi universali presenti nella psiche una propria epistemologia intessuta nel mito e nelle religioni di tutti i popoli.Attraverso una personale ed estesa analisi creativa del mitologema dell’umanità diretta all’individuazione della psiche creativa ed individuale,Jung ha fornito strumenti eccezionali per l’esplorazione dell’inconscio.
Altro pioniere a cui sono grande debitore è Stanislav Grof,uno dei fondatori della Psicologia Transpersonale in USA anch’egli esploratore e continuatore morale di Jung e fondatore della terapia Olotropica (Holotropic Breathwork).Grof ha fornito una chiave di lettura teoretica e fenomenologica dell’inconscio introducendo la dimensione immaginale scaturita dagli studi sulla mitologia comparata e dalle varie reprèsentationes collective o “mundus perinatalis” di immagini fantastiche e dinamiche di una nuova cartografia della psiche,mappando così le aree inesplorate dell’inconscio attraverso un nuovo simbolismo archetipico rivisitato alla luce delle nuove ricerche moderne sulla coscienza,tanatologiche,sciamaniche,antropologiche e psicodinamiche.
Lo spazio non mi consente di annoverare altri pionieri del profondo a cui sono debitore:uno tra tutti Stanley Krippner,mio amico personale,scienziato,mitologo,parapsicologo ed anziano esploratore delle frontiere della scienza moderna para-psichica che si sta incanalando verso nuove direzioni che nell’attuale confusione scientifica di teorie e paradigmi antiquati suggeriscono interessanti sviluppi nell’accorciare il gap tra psiche e materia e nel tentativo di trascendere il paradigma scientifico attuale fondato sull’errata epistemologia ed implicazione psichica e teorico-clinica tra corpo e mente (mind-body relationship)ed estendersi così verso nuove frontiere della psiche.Frontiere che auspico possano essere esplorate a seguito di questa mia breve autobiografia,come testimonianza transpersonale dei Mondi Invisibili che stanno al di là della percezione diretta e di ciò che l’essere umano difende come dogma oggettivo della “realtà”.
Anticipando così altre letture archetipiche e mitiche che sono state e saranno di qui a venire in altri contesti,esempi per la ricerca mitica e psicologica,ho cercato nell’esempio di Jung,di rendere onore alla dimensione personale attraverso una prosa mitopoietica ed un recupero del mito delle “origini”.Un mito,un “orgine psichica”che tenderebbe ad una riconnessione ed integrazione per l’umanità.Un tentativo eroico dell’individuo di sprofondamento e di regressione perinatale nell’utero del mondo.Tentativo questo,introdotto dalle ricerche di Jung,Otto Rank (Rank,1929) e Stanislav Grof (Grof, 1976,1988,2000),che non significa altro che un calarsi nell’Anima del Mito.Quell’antichità dello Spirito che va riscoperta e rivelata quale ritorno alla Anima degli Antenati (vedi Psiche Primordiale,& MyBook 2010 ,Diego Pignatelli).Una lunga serie di antenati ci separa dall’Anima dell’inconscio e dai suoi strati antichi,e fare ritorno ad essi ci radica saldamente nel mito e nelle origini ancestrali della psiche.Cosicchè il mito si rivela all’uomo qual’è alle origini dell’Anima fungendo così quale dimensione personale dell’eroe e quale archetipo del significato in un tempo storico che non li riconosce più (l’eroe ed il significato).In tal senso il recupero della prosa fantastica ed immaginale e mitopoietica vuole ricostituire un tentativo di recupero dell’immagine mitica come rappresentante autentica e spiritualmente legittima dell’Anima.
Diego Pignatelli
Esplorando territori della mitologia e dispiegandoli in un racconto mitopoietico dall’immaginazione attiva,ho tentato attraverso questa ricca produzione di immagini e simboli risalenti agli albori dell’umanità,di recuperare la dimensione immaginale in una sorta di rivelazione psicologica o meglio in uno “psicologema”individuale dall’ incontro con il numinosum,il misteriosamente Altro.
L’avventura mitica di questo straordinario viaggio interiore è nella stessa varietà e variazione di esperienze mitiche riflesse come campi olografici sintonizzati sul mondo reale,ma amplificati come frameworks spazio/temporali e realtà parallele nella dimensione percettiva ed intrapsichica.
Il mondo sotterraneo esplorato nello stato intermedio alla nascita del bardo thodol,è la coscenza testimone capace di universalizzare i simboli ed esplorare i miti.E’ il viaggio dell’Atman,dell’esploratore di Mondi Invisibili giacenti sotto il velo della coscenza umana.
Il teatro di questo mondo fantastico è contornato da divinità ancestrali,faraoni e semi-dei o paradisi celesti Sumeri,Egizi,Aztechi,Maya e dell’arte sublime della mitologia indiana.
Come riflesso della cognizione sottile e retrospettiva intessuta di immagini mitiche,ho voluto descrivere ma soprattuto evocare la mia personale o direi “transpersonale”immagine del mito.
E se l’ontogenesi,cioè il percorso individuale riflette la filogenesi dell’umanità,queste immagini primordiali sono e da sempre saranno impresse nella psiche creativa di ogni individuo esploratore,visionario,artista e scrittore.
E’ nel mio ruolo di scrittore che cerco di narrare questo breve mitologema dell’umanità,attingendolo dalle risorse dell’inconscio stesso,da quel territorio inesplorato ma che solo pochi individui esploratori hanno avuto il privilegio di percorrere,rivelandone gli strati e le dimensioni più profonde.
E’ a questi pochi eroi della psiche che sono immensamente debitore,giganti alle spalle.E’ a Jung,padre della psicologia del profondo nel metodo analitico e psicoterapeutico.C. G. Jung ha rincorso le sue immagini interiori per tutta una vita attraverso il metodo dell’ immaginazione attiva e rivelandone i preziosi contenuti simbolici con assoluto dovere scientifico ha prestato enorrme contributo all’umanità fondando creativamente, teoricamente ed empiricamente un esteso edificio a cui ha dato il nome di inconscio collettivo o deposito filogenetico dell’umanità,assegnando agli stessi archetipi universali presenti nella psiche un valore ed una portata ermeneutico-epistemologica intessuta nel mito e nelle religioni di tutti i popoli.Attraverso una personale ed estesa analisi creativa del mitologema dell’umanità diretta all’individuazione della psiche creativa ed individuale,Jung ha fornito strumenti eccezionali per l’esplorazione dell’inconscio.
Altro pioniere a cui sono debitore è Stanislav Grof,uno dei fondatori della Psicologia Transpersonale in USA anch’egli esploratore e continuatore morale di Jung e fondatore della terapia Olotropica (Holotropic Breathwork).Grof ha fornito una chiave di lettura teoretica e fenomenologica dell’inconscio introducendo la dimensione immaginale scaturita dagli studi sulla mitologia comparata e dalle varie reprèsentationes collective o “mundus perinatalis” di immagini fantastiche e dinamiche di una nuova cartografia della psiche,mappando così le aree inesplorate dell’inconscio attraverso un nuovo simbolismo archetipico rivisitato alla luce delle delle ricerche moderne sulla coscienza,tanatologiche,sciamaniche,antropologiche e psicodinamiche.
Lo spazio non mi consente di annoverare altri pionieri del profondo a cui sono debitore:uno tra tutti Stanley Krippner,mio amico personale,scienziato,mitologo,parapsicologo ed anziano esploratore delle frontiere della scienza moderna para-psicologica che si sta incanalando verso nuove direzioni esplorative che nell’attuale confusione scientifica di teorie e paradigmi obsoleti suggerisce interessanti sviluppi nell’accorciare il gap tra psiche e materia e nel tentativo audace di trascendere il paradigma scientifico corrente che interroga gli scienziati e che fondato sull’errata epistemologia tra mente e corpo(mind-body relationship)cerca di estendersi così verso nuove frontiere della psiche.Frontiere che auspico possano essere esplorate a seguito di questa mia breve autobiografia,come testimonianza transpersonale dei Mondi Invisibili che stanno al di là della percezione diretta e di ciò che l’essere umano difende come dogma oggettivo della “realtà”.
Anticipando così altre letture archetipiche e mitiche che sono state e saranno di qui a venire in altri contesti,esempi per la ricerca mitica e psicologica,ho cercato nell’esempio di Jung,di rendere onore alla dimensione personale attraverso una prosa mitopoietica ed un recupero del mito delle “origini”.Un mito,un “origine psichica”che tenderebbe ad una riconnessione ed integrazione per l’umanità.Un tentativo eroico dell’individuo di sprofondamento e di regressione perinatale nell’utero del mondo.Tentativo questo,introdotto dalle ricerche di Jung (1917,1928,1912,1934,1954),Otto Rank (Rank,1929) e Stanislav Grof (Grof, 1976,1988,2000),che non significa altro che un calarsi nell’Anima del Mito.Quell’antichità dello Spirito che va riscoperta e rivelata quale ritorno alla Anima degli Antenati (vedi Psiche Primordiale,& MyBook 2010 ,Diego Pignatelli).Una lunga serie di antenati ci separa dall’Anima dell’inconscio e dai suoi strati antichi,e fare ritorno ad essi ci radica saldamente nel mito e nelle origini ancestrali della psiche.Cosicchè il mito si rivela all’uomo qual’è alle origini dell’Anima fungendo da dimensione transpersonale per l’ eroe e quale archetipo del significato in un tempo storico che non li riconosce più (l’eroe ed il significato).In tal senso il recupero della prosa fantastica ed immaginale e mitopoietica vuole ricostituire un coraggioso tentativo di recupero dell’immagine mitica come rappresentante autentica e spiritualmente legittima dell’Anima.
Diego Pignatelli