Psiche Primordiale

ISBN: 9788896096796
Autore: Diego Pignatelli
Collana: Saggistica
Pagine: 130
Prezzo: 12,00 €
Descrizione: Dalle psicologie primitive ed il loro rapporto con il mysterium tremendum, la magia ed il pensiero magico ed arcaico ancestrale attualmente rievocato nella psicosi, nei rituali ossessivo-compulsivi e nei disturbi della personalità, alla visione profetica e mistica del Grande Individuo, al significato ed alla rivalutazione della psicologia analitica e delle sue affascinanti teorie sugli archetipi dell’inconscio collettivo, fino agli antichi tantra indù e agli avatar, i discepoli dell’invisibile riflettenti il destino eroico di “salvatori mitici” e soccorritori dell’umanità, il presente libro si rivela essere un riassunto di tematiche contemporanee aventi lo scopo di riflettere il pensiero junghiano e transpersonale re-interpretato attraverso una personale chiave di lettura.
Psiche primordiale narra la storia dell’umanità e del destino con cui essa si scontra da sempre, i suoi demoni, i suoi esorcismi e le sue paure occulte che imperversano come fantasmi nella psiche dell’uomo moderno.
Ma Psiche primordiale è anche la storia di come l’uomo ha temporaneamente desacralizzato la natura di fenomeni spirituali e mistici che stanno ritornando sotto altre spoglie come dei complessi autonomi inconsci, cosiddetti daimons, a perseguitare l’umanità ed a insinuarsi in ordinarie follie e psicosi collettive in un’epoca di frammentazione e di impoverimento psichico.
Da questa dissociazione psichica abbiamo da imparare, e se solo l’individuo sceglierà coraggiosamente la via eroica del ritorno all’Antico, sarà egli il portatore creativo di una nuova civiltà: colui che riconquistando la propria anima si sarà ricongiunto all’anima mundi degli antichi popoli.


“Psiche Primordiale” è un libro straordinario, che copre una vasta gamma di fenomeni spirituali dalle psicologie indigene e i rituali sacrificali alle rivelazioni visionarie ed al pensiero magico. Radicandosi nel pensiero junghiano,Pignatelli integra e supplementa con un analisi convincente gli sconvolgimenti e i disordini della psiche moderna, che si manifestano nei dogmi contemporanei religiosi e nella dissociazione psichica propria della nostra cultura. Diego Pignatelli rivela gli insights che fanno di lui uno dei più originali scrittori del nostro tempo per quanto concerne le complessità della psiche umana.
Stanley Krippner, Ph.D., Professor of Psychology, Saybrook University
Co-autore, Extraordinary Dreams and How to Work with Them
Diego Pignatelli Spinazzola (22 febbraio 1975, Napoli) autore, poeta, saggista. Studioso di religioni e filosofie orientali e psicologia transpersonale. Ha pubblicato svariati articoli negli USA per il periodico del Journal of Humanistic Psychology: AHP Perspective magazine.
“Diego Pignatelli getta nuova luce guaritrice sui cosiddetti disordini della psiche che la psichiatria cerca di affrontare,ma solo all’interno del suo modello medico.Psiche Primordiale ci rivela importanti prospettive spirituali sul pieno spettro di esperienza umana che,ci lascia ben sperare che esso faccia da aiuto ai clinici da qualche parte nell’aiutare più persone a raggiungere il loro pieno potenziale includendo anche il nostro”.
Stuart Sovatsky, PhD
Author, Words From the Soul
Copresident http://www.atpweb.org
Psiche Primordiale: nuova recensione.
di Diego Pignatelli
Psiche Primordiale è un libro che segna un epoca –un epoca alla riscoperta del mito,del significato ed al mistero a cui esso ci lega da sempre–alla riscoperta di antichi fenomeni cultuali e primitivi che si riattivano nella psiche dell’ uomo moderno,come anche all’attivarsi di “centri antichi”e memorie ancestrali che risvegliano il cosiddetto “cervello rettile” o sistema “simpatico”pentetrando i recessi più profondi ed archetipici della psiche e ripercorrendone il suo sentiero mitico.
Ecco così spiegata l’ampia gamma di disturbi della psiche quali psicosi,deficienze borderline,psicosi schizofreniche e nevrosi compulsive.Nello spettro spirituale,esse non sono altro che patologie dell’anima.Un anima antica che si rivendica risvegliando l’attivazione di residui autoctoni dell’inconscio.
Psiche primordiale tenta di dare una rivalutazione positiva a queste sotto-categorie diagnosticate troppo arbitrariamente e discriminate “oggettivamente” dalla moderna psichiatria come “patologie primitive”.Rivisitate invece attraverso il loro potenziale trasformativo e risanatore le attuali “psicosi”di cui traccio l’origine più che
l’ eziologia dalla antichissima preistoria dell’uomo la cui magia divinatoria era pregna di culti e di sacrifici,strumenti propiziatori per proteggersi dall’occulto e dallo strapotere del “MYSTERIUM TREMENDUM ET FASCINANS”–e riviste in un più ampio modello comprensivo individuatesi nello svariato contesto preistorico/ancestrale,e magico/proiettivo investito di energia numinosa,tali risvegli psichici possono anzi rappresentarsi quale il risultato di un travaglio ontologico dell’uomo dell’Antichità.Il progetto esistenziale,che nella costante ricerca del “significato”–diventa così processo evolutivo,realizzativo ed individuativo della psiche primordiale.
Mi è interessato soprattutto descrivere quei fenomeni che sono all’origine del mistero della psiche e del suo rapporto di riverenza con il Mysterium Tremendum.
Dnunciando il Dogma paternalistico della Chiesa che ha occultato gli antichi misteri pagani,seppellendo,cioè,la vera anima dei popoli,ho reso noto seguendo l’esempio di C. G. Jung (1907,1908,1914) che il rivivere spontaneo di miti autoctoni ed immagini primordiali nella psiche e nelle summenzionate categorie psicopatologiche tra cui la schizofrenia e la psicosi,possa essere uno spontaneo emergere di contenuti psichici dell’inconscio collettivo (Jung.,1934,54).
Ma l’antica dementia praecox rischia di essere fraintesa se non comprendiamo che all’origine della malattia psichica c’è un mitologema fondante che urge di essere riscoperto e re-integrato alle proprie radici–un mitologema che non è quello della frammentazione o della dissociazione psichica,sintomo proprio della nostra cultura–un mitologema che è in altro modo un ritorno all’Antico-un ritorno all’anima mundi ed al mito pregnante nella psiche.E’ il viaggio dell’eroe-del suo percorso creativo e di rinascita che nella confusione e nella dissociazione culturale collettiva di un epoca si propone quale simbolo unificatore dei contrari per l’umanità,nella funzione di tertium non datur.
L’eroe è lo zeitgeist del suo tempo storico,che rievocando lo spirito dei veggenti,cerca di elevare un umanità che fa fatica a redimersi dallo stato di ricaduta simbolica e di “scissione”del significato ormai perduto ed inabissato perennemente nella matrice inconscia collettiva.
Ritrovando il significato del “mitologema”nell’epoca attuale,e convertendolo nella chiave di lettura analitica dello “psicologema”quale fondamento scentifico fondato su una struttura mitica–l’eroe donerà all’umanità l’ultimo slancio eroico e prometeico,proponendosi non solo quale Archetipo del Salvatore,ma anche quale promessa redentrice-spiritus invictus dell’anima del veggente e portatore creativo di simboli archetipici e di un nuovo canone culturale.
Nella funzione mediatrice dell’ archetipo rivelatore,l’eroe ristabilisce l’antico del Caos finchè l’anima degli antenati sarà di nuovo ricongiunta al destino dell’umanità.
Psiche Primordiale: nuova recensione.
di Diego Pignatelli
Psiche Primordiale è un libro che segna un epoca –un epoca alla riscoperta del mito,del significato ed al mistero a cui esso ci lega da sempre–alla riscoperta di antichi fenomeni cultuali e primitivi che si riattivano nella psiche dell’ uomo moderno,come anche all’attivarsi di “centri antichi”e memorie ancestrali che risvegliano il cosiddetto “cervello rettile” o sistema “simpatico”pentetrando i recessi più profondi ed archetipici della psiche e ripercorrendone il suo sentiero mitico.
Ecco così spiegata l’ampia gamma di disturbi della psiche quali psicosi,deficienze borderline,psicosi schizofreniche e nevrosi compulsive.Nello spettro spirituale,esse non sono altro che patologie dell’anima.Un anima antica che si rivendica risvegliando l’attivazione di residui autoctoni dell’inconscio.
Psiche primordiale tenta di dare una rivalutazione positiva a queste sotto-categorie diagnosticate troppo arbitrariamente e discriminate “oggettivamente” dalla moderna psichiatria come “patologie primitive”.Rivisitate invece attraverso il loro potenziale trasformativo e risanatore le attuali “psicosi”di cui traccio l’origine più che
l’ eziologia dalla antichissima preistoria dell’uomo la cui magia divinatoria era pregna di culti e di sacrifici,strumenti propiziatori per proteggersi dall’occulto e dallo strapotere del “MYSTERIUM TREMENDUM ET FASCINANS”–e riviste in un più ampio modello comprensivo individuatesi nello svariato contesto preistorico/ancestrale,e magico/proiettivo investito di energia numinosa,tali risvegli psichici possono anzi rappresentarsi quale il risultato di un travaglio ontologico dell’uomo dell’Antichità.Il progetto esistenziale,che nella costante ricerca del “significato”–diventa così processo evolutivo,realizzativo ed individuativo della psiche primordiale.
Mi è interessato soprattutto descrivere quei fenomeni che sono all’origine del mistero della psiche e del suo rapporto di riverenza con il Mysterium Tremendum.
Denunciando il Dogma paternalistico della Chiesa che ha occultato gli antichi misteri pagani,seppellendo,cioè,la vera anima dei popoli,ho reso noto seguendo l’esempio di C. G. Jung (1907,1908,1914) che il rivivere spontaneo di miti autoctoni ed immagini primordiali nella psiche e nelle summenzionate categorie psicopatologiche tra cui la schizofrenia e la psicosi,possa essere uno spontaneo emergere di contenuti psichici dell’inconscio collettivo (Jung.,1934,54).
Ma l’antica dementia praecox rischia di essere fraintesa se non comprendiamo che all’origine della malattia psichica c’è un mitologema fondante che urge di essere riscoperto e re-integrato alle proprie radici–un mitologema che non è quello della frammentazione o della dissociazione psichica,sintomo proprio della nostra cultura–un mitologema che è in altro modo un ritorno all’Antico-un ritorno all’anima mundi ed al mito pregnante nella psiche.E’ il viaggio dell’eroe-del suo percorso creativo e di rinascita che nella confusione e nella dissociazione culturale collettiva di un epoca si propone quale simbolo unificatore dei contrari per l’umanità,nella funzione di tertium non datur.
L’eroe è lo zeitgeist del suo tempo storico,che rievocando lo spirito dei veggenti,cerca di elevare un umanità che fa fatica a redimersi dallo stato di ricaduta simbolica e di “scissione”del significato ormai perduto ed inabissato perennemente nella matrice inconscia collettiva.
Ritrovando il significato del “mitologema”nell’epoca attuale,e convertendolo nella chiave di lettura analitica dello “psicologema”quale fondamento scentifico fondato su una struttura mitica–l’eroe donerà all’umanità l’ultimo slancio eroico e prometeico,proponendosi non solo quale Archetipo del Salvatore,ma anche quale promessa redentrice-spiritus invictus dell’anima del veggente e portatore creativo di simboli archetipici e di un nuovo canone culturale.
Nella funzione mediatrice dell’ archetipo rivelatore,l’eroe ristabilisce l’antico dal Caos finchè l’anima degli antenati sarà di nuovo ricongiunta al destino dell’umanità.