Descrizione

Questo è un libro autobiografico infedele. Non perché non possa essere verosimile, episodio per episodio, ma perché il se stesso dell’autore vuole essere recepito come una strepitosa, dilagante invenzione. Non Don Chisciotte, avverte presto nel suo breve autoritratto. Ma avventuroso, giganteggiante, sostenuto, anziché smitizzato, dalla costante autoironia. In fondo, questo è un aristocratico romanzo picaresco circoscritto. E vi confesso che mi dispiace un po’ finirlo. Dentro, ci si sta bene, e il gioco è che sostando si chiarisce. Un po’ come la musica contemporanea, come diceva Donatoni: “è un labirinto solo per chi cerca di uscirne”.

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