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	<title>Editoria Archivi - &amp; MyBook edizioni</title>
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		<title>Storia dei dizionari italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 09:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Passione Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi esistono diversi tipi di dizionari: cartacei, online, digitali, dei sinonimi e contrari, analogici, delle collocazioni, etimologici, biografici ecc. Sono strumenti indispensabili per chi studia, scrive, legge o semplicemente cerca di scrivere senza fare errori. Ma da quando esistono i &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/08/05/storia-dei-dizionari-italiani/" aria-label="Storia dei dizionari italiani">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi esistono diversi tipi di dizionari: cartacei, online, digitali, dei sinonimi e contrari, analogici, delle collocazioni, etimologici, biografici ecc. Sono strumenti indispensabili per chi studia, scrive, legge o semplicemente cerca di scrivere senza fare errori. Ma da quando esistono i dizionari? E qual è la loro origine? Ecco un breve profilo della storia del dizionario italiano.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9747" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692.png" alt="dizionario aperto con occhiali appoggiati sopra" width="650" height="341" srcset="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692.png 650w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692-300x157.png 300w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692-600x315.png 600w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></p>
<h2>Origine dei dizionari</h2>
<p>Nel 1975 grazie agli scavi della città di Ebla a opera dell’università Sapienza di Roma vennero rinvenute 5000 tavolette di argilla. Queste tavolette, risalenti al 2350-2300 a.C., erano ricoperte di caratteri cuneiformi e contenevano liste di parole in lingua eblaita e sumerica. Sono così considerate i primi vocabolari.</p>
<p>Si pensa che questo vocabolario, come quello bilingue egiziano-accadico del secondo millennio a.C., furono creati per facilitare gli scambi commerciali e culturali con il Vicino Oriente.</p>
<p>Per spiegare i testi antichi e sacri nacquero nel primo millennio i dizionari monolingue in Egitto, India, Cina, Grecia e Roma. Dal V secolo a.C. si sviluppò la necessità di inserire le glosse nei poemi omerici. Queste servivano per riuscire a interpretare queste opere in modo corretto, in particolare le parti più difficili. Da qui deriva la tendenza a creare elenchi di parole con le relative spiegazioni.</p>
<p>Tra i glossari e dizionari principali si possono ricordare:</p>
<ul>
<li>il <em>Suda</em> del X secolo. Quest’opera Bizantina composta da circa 30.000 voci era un misto tra dizionario ed enciclopedia.</li>
<li>Il glossario <em>Synagogé </em>del XV secolo d.C. di Esichio d’Alessandria che conteneva parole greche rare o difficili.</li>
<li>Il <em>De significatu verborum </em>opera in latino di Verrio Flacco nel I secolo d.C.</li>
<li>L’<em> Etymologiarum sive Originum libri viginti </em>del VII secolo creata da Isidoro di Siviglia è una specie di enciclopedia. L’autore aveva cercato di trattare diversi argomenti come la grammatica, la medicina, la poesia, l’agricoltura ecc. Isidoro aveva cercato di spiegare partendo dall’etimologia delle parole.</li>
</ul>
<p>Nel Medioevo uno dei più importanti glossari fu il <em>Glossario di Magonza</em> (X secolo) dove erano inseriti in due colonne affiancate le parole derivate dal latino e le parole greco-bizantine.</p>
<p>In diverse zone dell’Italia nascono vocabolari latini e latino-volgari. Tra i più importanti: l’<em>Alphabetum</em> di Papias, un grammatico lombardo; il <em>Catholicon</em> di Giovanni Balbi di Genova; il <em>Liber Declari </em>del catanese Angelo Senisio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Quattrocento e il Cinquecento</h2>
<p>La storia dei dizionari prosegue verso la fine del Quattrocento, quando ebbero un grande successo i vocabolari bilingue, come il <em>Vocabulista ecclesiastico</em> pubblicato a Milano di Giovanni Bernardo o il <em>Vocabularium vulgare cum latino apposito</em> di Nicolò Valla.</p>
<p>Nel Cinquecento vennero pubblicati molti dizionari tanti dei quali seguivano le direttive di Pietro Bembo e il culto delle <em>Tre Corone</em> (Dante, Petrarca e Boccaccio). Tra le opere che ebbero maggiore successo possiamo ricordare:</p>
<ul>
<li><em>Le tre fontane </em>del Liburnio. Questo dizionario era diviso in tre parti e ciascuna conteneva parole tratte dai tre scrittori.</li>
<li>Il <em>Vocabolario</em> di Minerbi che conteneva solo parole tratte dal <em>Decameron </em> di Boccaccio.</li>
<li>Le <em>Osservazioni sopra il Petrarca </em>dove erano raccolte solo le voci tratte dal Petrarca e <em>Le ricchezze della lingua volgare sopra il Boccaccio </em>con parole solo di Boccaccio.</li>
</ul>
<p>Queste opere avevano anche alcune caratteristiche simili come il fatto che distinguessero le parole da usare in poesia da quelle da usare in prosa. E presentavano elenchi di parole, che rispettavano l’ordine alfabetico, delle voci tratte dalle Tre Corone.</p>
<p>Ci furono tantissime altre opere di questo tipo. Dizionari che contenevano diverse tipologie di parole che erano in particolar modo rivolti a coloro che dovevano imparare la lingua, a scrivere, risolvere problemi di ortografia, pronuncia. Questo perché molto probabilmente c’era una forte richiesta di queste opere nel mercato.</p>
<h2>Il Seicento</h2>
<p>Proseguendo con la storia dei dizionari, nel Seicento viene pubblicato il primo grande vocabolario italiano, il <em>Vocabolario degli accademici della Crusca</em> che aveva come riferimenti le teorie di Salviati che faceva parte dell’Accademia dal 1583.</p>
<p>Questo vocabolario era basato sulla lingua fiorentina del Trecento di Pietro Bembo insieme alle idee di Salviati e quindi conteneva anche la lingua usata nei testi minori, scritti in fiorentino di quel secolo.</p>
<p>Veniva posta molta attenzione all’uso delle parole contemporanee, ai proverbi e modi di dire. Erano presenti parole straniere e neologismi. Tra le novità la scomparsa degli usi regionali e dialettali, non ci sono più la distinzione tra prosa e poesia e le osservazioni grammaticali nelle voci.</p>
<p>Ci furono diverse polemiche contro quest’opera, soprattutto rivolte all’impostazione fiorentina, il fatto che non ci fossero voci moderne e che fossero esclusi autori del Cinquecento e il Tasso.</p>
<p>Nella terza edizione ci furono maggiori cambiamenti soprattutto nei riguardi dell’uso della lingua scritta dove non compariva solo il fiorentino e venivano accolti altri autori come il Tasso, Macchiavelli, Della Casa e altri.</p>
<h2>La storia dei dizionari nell&#8217;Ottocento</h2>
<p>Nell’Ottocento vennero pubblicati moltissimi vocabolari che si rivolgevano a diverse tipologie di pubblico: studiosi, letterati, ma anche impiegati e commercianti. Tutte quelle persone che anche se non avevano una gran cultura erano comunque interessati a imparare quali erano i termini corretti per le definizioni di cose e concetti.</p>
<p>Vennero pubblicati anche numerosi dizionari metodici che portavano i lettori alla parola che non si conosceva partendo dal significato. Un esempio, quello di Giacinto Carena, <em>Prontuario di vocaboli</em>, che era diviso in <em>Vocabolario domestico </em>e <em>Vocabolario metodico d’arti e mestieri</em>.</p>
<p>Verso la fine del secolo furono pubblicati anche dizionari d’uso come il <em>Novo vocabolario della lingua italiana </em> di Giovanni Battista Giorgini ed Emilio Broglio. Questo vocabolario si basava sull’uso reale della lingua.</p>
<h2>Dal Novecento agli anni Duemila</h2>
<p>Importante ricordare, nella storia dei dizionari, che nel 1923 il ministro della cultura popolare del regime fascista Giovanni Gentile firma il decreto che sancisce la chiusura da parte dell’Accademia dell’attività lessicografica.</p>
<p>Nel Novecento hanno la meglio i dizionari d’uso, pubblicati in un unico volume e quindi anche più agili da usare. Tra i più famosi <em>Il vocabolario della lingua italiana </em>di Nicola Zingarelli.</p>
<p>Da ricordare anche il <em>Grande dizionario della lingua italiana </em>(GDLI) pubblicato in 21 volumi in un arco temporale molto lungo (1961-2002).</p>
<p>Alla fine di questo secolo viene pubblicato, a cura di Tullio De Mauro, il <em>Grande dizionario dell&#8217;uso </em>(GRADIT). Contiene 250.000 voci e le definizioni sono semplici ed essenziali.</p>
<p>Per concludere questo scorcio di storia dei dizionari arriviamo agli anni 2000 dove troviamo numerosi dizionari riediti annualmente, anche in versione digitale. Tra i più conosciuti:  il <em>Sabatini Coletti della lingua italiana 2008;</em> il <em>Grande Dizionario Hoepli</em>; il <em>Grande Dizionario italiano Garzanti 2013</em> che poneva maggiormente l&#8217;attenzione ai problemi grammaticali, ortografici ecc.</p>
<p>I dizionari pubblicati negli ultimi anni (il <em>Nuovo Devoto-Oli</em> <em>2019</em>; lo <em>Zingarelli 2020</em>; il <em>Nuovo Treccani 2018</em>), sia in cartaceo sia su supporto elettronico, forniscono al lettore diverse indicazioni e servizi. Così oggi i dizionari sono diventati strumenti indispensabili di consultazione per la conoscenza della lingua italiana contemporanea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>V. Della Valle, <em>Dizionari</em>, Le parole dell&#8217;italiano, Le grandi collane del Corriere della Sera, RCS MediaGroup, Milano, 2020.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Premio Strega 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 07:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Desiati vince la 76° edizione del Premio Strega con il libro &#8220;Spatriati&#8221; pubblicato da Einaudi. Come di consueto la premiazione si è svolta nella splendida location del Ninfeo di Villa Giulia e la serata è andata in onda in &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/07/08/premio-strega-2022/" aria-label="Premio Strega 2022">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Desiati vince la 76° edizione del Premio Strega con il libro &#8220;Spatriati&#8221; pubblicato da Einaudi. Come di consueto la premiazione si è svolta nella splendida location del Ninfeo di Villa Giulia e la serata è andata in onda in diretta su Rai Tre presentata da Geppi Cucciari con la presenza del vincitore dell&#8217;anno scorso Emanuele Trevi.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/07/libri-aperti-affiancati-e1657177465264.png"><br />
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<h2>Nascita del Premio Strega</h2>
<p>Nel 1944 la scrittrice Maria Bellonci, insieme al marito Goffredo, organizzano nel loro appartamento un salotto letterario dove invitano intellettuali, scrittori, giornalisti, letterati. Prenderanno il nome di “Amici della domenica”. Da questi incontri nasce così prima l’idea e poi la realizzazione di un premio letterario che inizia la sua storia nel 1947. Il premio prende il nome del liquore prodotto dalla famiglia Alberti, il liquore Strega, perché il figlio, Guido decide di contribuire alla manifestazione. Il primo scrittore che vinse il premio fu Ennio Flaiano con “Tempo di uccidere”. La prima donna a vincere il premio fu Elsa Morante, nel 1957, con “L’isola di Arturo”.</p>
<h2>Regolamento</h2>
<p>Attualmente è sufficiente la segnalazione di un Amico della domenica per candidare un libro. Gli Amici della domenica sono più di 400. I libri proposti possono essere più di 12, sarà il comitato della Fondazione Bellonci a designare, tra questi, i 12 candidati alla prima votazione. Questa scelta viene fatta verso la fine del mese di marzo. Il libro deve essere stato pubblicato dal primo marzo dell’anno precedente al 28 febbraio dell’anno in corso.</p>
<p>I dodici finalisti vengono votati nella sede della Fondazione Bellonci, la seconda votazione, dove rimangono cinque finalisti e di solito si svolge nel mese di giugno.<br />
Nella cinquina finalista, dal 2015, deve essere presente un libro di una piccola casa editrice. Infatti, nel 2020 erano candidati alla finale sei libri e quest’anno sette perché oltre a un ripescaggio di una piccola casa editrice c&#8217;era stato anche un pareggio.</p>
<p>La finale si svolge al ninfeo di Villa Giulia il primo giovedì di luglio.</p>
<p>Nel 2014 nasce il Premio Strega Europeo che viene scelto tra gli autori che hanno vinto un premio rilevante nel proprio Paese.</p>
<p>Sempre dal 2014 viene assegnato anche il Premio Strega giovani. La giuria è composta da 500 ragazzi delle scuole superiori distribuite in Italia e all’estero e votano tra i 12 libri in concorso.</p>
<p>Dal 2016 nasce invece il Premio Strega Ragazze e Ragazzi. Questo premio viene assegnato per categorie (+ 6; + 8; +11) ai libri di narrativa pubblicati in Italia, anche in traduzione.</p>
<h2>Vincitori 2022</h2>
<p>Quest&#8217;anno il vincitore del Premio Strega è Mario Desiati con il libro &#8220;Spatriati&#8221;.  I libri nella rosa dei finalisti erano sette:</p>
<ul>
<li>Marco Amerighi, “Randagi”, Bollati Boringhieri</li>
<li>Fabio Bacà, “Nova”, Adelphi</li>
<li>Alessandra Carati, “E poi saremo salvi”, Mondadori</li>
<li>Marco Desiati, “Spatriati”, Einaudi</li>
<li>Veronica Galletta, “Nina sull’argine”, minimum fax</li>
<li>Claudio Piersanti, “Quel maledetto Vronskij”, Rizzoli</li>
<li>Veronica Raimo, “Niente di vero”, Einaudi</li>
</ul>
<p>Hanno vinto il Premio Strega Europeo ex aequo Amélie Nothomb con &#8220;Primo sangue&#8221; e Mikhail Shishkin con &#8220;Punto di fuga&#8221;.</p>
<p>Veronica Raimo ha vinto il Premio Strega Giovani e il Premio Strega Off.</p>
<p>Ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi nella categoria &#8220;migliore libro di esordio 2022&#8221; Antonia Murga con il libro “Miss Dicembre e il Clan di luna” edito da Bompiani. Invece i premi per ciascuna categoria verranno assegnati nel mese di Dicembre.</p>
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		<title>Origini, successo e crisi del fotoromanzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 07:46:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il fotoromanzo è un’invenzione italiana e per decenni molte riviste di questo genere hanno tenuto compagnia a tantissime persone e riempito gli scaffali delle edicole. Nato nel dopoguerra ha accompagnato la vita degli italiani per decenni, e anche se quasi &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/01/29/origini-successo-e-crisi-del-fotoromanzo/" aria-label="Origini, successo e crisi del fotoromanzo">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fotoromanzo è un’invenzione italiana e per decenni molte riviste di questo genere hanno tenuto compagnia a tantissime persone e riempito gli scaffali delle edicole.<br />
Nato nel dopoguerra ha accompagnato la vita degli italiani per decenni, e anche se quasi scomparso, continua a vivere ancora grazie al ritorno di alcune testate e all’interesse che si è espresso con la proliferazione di studi, saggi e mostre di questo fenomeno.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/01/49-e1643388269117.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9443" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/01/49-e1643388269117.png" alt="riviste aperte sistemate una sopra l'altra" width="650" height="341" /></a></p>
<h2>Origini del fotoromanzo</h2>
<p>Si può far risalire la nascita di questa forma d’arte a tre riviste in particolare. «Grand Hotel» viene pubblicata per la prima volta nel 1946. I suoi padri creatori sono Alceo e Domenico Del Duca, titolari della casa editrice Universo. Il primo numero, di 16 pagine e del costo di 12 lire stampato in 100 mila copie viene esaurito in pochi giorni. Le sue sono storie a fumetti ma hanno uno stile particolare che ricorda le fotografie. Nel 1947, per la casa editrice Novissima, esce «Il mio sogno» (in seguito «Sogno»), il primo vero fotoromanzo, storie raccontate attraverso fotografie corredate da brevi diciture. Subito dopo anche Mondadori si tuffa in questa nuova avventura con la rivista «Bolero Film». È anche la prima pubblicazione che usa la parola &#8220;fotoromanzo&#8221;, appositamente creata per l’occasione.</p>
<h2>Successo del fotoromanzo</h2>
<p>Nel giro di 15 anni il fotoromanzo raggiunge un successo incredibile, con la proliferazione di numerose pubblicazioni e tirature altissime e un successo enorme riscontrato su un vasto pubblico di lettori, in particolare di lettrici. Il suo successo supera anche i confini, in particolare in Francia, in America Latina e nell’Africa mediterranea.<br />
In questo ambiente vivace, agli inizi degli anni Sessanta, la Lancio, che fino a quel momento si era occupata di pubblicità, inizia a pubblicare fotoromanzi, segnando la storia di questo genere con riviste quali «Letizia», «Charme», «Marina» ecc. Caratteristica delle sue riviste, per non entrare in diretta concorrenza con le case editrici che si erano già affermate nella produzione dei fotoromanzi, è la scelta di non servirsi di personaggi famosi ma di preferire volti nuovi, non noti, dove le lettrici e i lettori possano identificarsi meglio nei personaggi da loro interpretati nelle storie. Inoltre raccontano, oltre alle storie d’amore, anche storie con elementi del genere giallo e invece di pubblicare storie a puntate si concentrano sulla pubblicazione di albi che contengono storie complete.</p>
<h2>Crisi del fotoromanzo</h2>
<p>Questo periodo d’oro dura fino alla forte crisi di fine anni Sessanta e anni Settanta. Questa fa sì che resistano nel mercato solo quelle testate che hanno saputo stare al passo con i tempi e quindi rinnovarsi.<br />
Nel 1974 con l’avvento del colore il fotoromanzo ha di nuovo un momento di successo, fino alla seconda metà degli anni Ottanta. In quegli anni entrano in gioco le Tv private e a fare particolare concorrenza sono le telenovela, soprattutto quelle prodotte in Sud America. L’arrivo di nuove forme di intrattenimento popolare, seguite poi dall’avvento di Internet, hanno segnato in modo definitivo il futuro del fotoromanzo.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Il fotoromanzo è sempre stato considerato, in particolare dagli intellettuali, un prodotto di scarsa qualità. In realtà non ha solo conquistato e intrattenuto milioni di lettori ma ha contribuito alla modernizzazione dei costumi degli italiani e a combattere l’analfabetismo, soprattutto nel periodo di forte trasformazione vissuto dal nostro paese nel dopoguerra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:</p>
<p>Aldo Dalla Vecchia, <em>Trionfo d&#8217;amore. Breve storia del fotoromanzo</em>, Graphe.it, 2021</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I rifiuti ricevuti dai grandi scrittori diventati successi</title>
		<link>https://www.andmybook.it/2020/10/14/i-rifiuti-ricevuti-dai-grandi-scrittori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2020 09:46:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Passione Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Case editrici]]></category>
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		<category><![CDATA[Scrittori Esordienti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante il discorso tenuto ad Harward per la cerimonia di laurea, la famosa scrittrice J.K. Rowling ha scelto di parlare del beneficio che può avere il fallimento: &#8220;Fallire mi ha dato una sicurezza interiore che superando gli esami non avevo &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2020/10/14/i-rifiuti-ricevuti-dai-grandi-scrittori/" aria-label="I rifiuti ricevuti dai grandi scrittori diventati successi">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante il discorso tenuto ad Harward per la cerimonia di laurea, la famosa scrittrice J.K. Rowling ha scelto di parlare del beneficio che può avere il fallimento: &#8220;Fallire mi ha dato una sicurezza interiore che superando gli esami non avevo mai provato. Fallendo ho imparato cose su di me che non avrei potuto apprendere in nessun modo&#8221;. (J.K. Rowling,<em> Buona vita a tutti</em>, Salani editore, 2017).<br />
Un insegnamento che ha appreso grazie alle sue esperienze di vita.</p>
<p>In un periodo molto difficile la Rowling decise di seguire il suo sogno, la sua vera passione: scrivere. Una volta terminato il primo libro della saga del maghetto, che le ha fatto vendere più di 400 milioni di copie, l’autrice è stata rifiutata da diverse case editrici. Solo l’editore della Bloomsbury decise di pubblicarne un numero esiguo di copie perché sua figlia ne era rimasta entusiasta.<br />
E non è finita qui: qualche anno fa la scrittrice ha pubblicato su Twitter i rifiuti che ha ricevuto da due case editrici a cui aveva proposto il manoscritto de <em>Il richiamo del cuculo</em> con lo pseudonimo di Galbraith. Nel post spiega di averlo fatto per sostenere gli scrittori emergenti a non arrendersi davanti ai rifiuti.<br />
La Rowling non è l’unica scrittrice famosa che ha ricevuto diversi no prima di essere pubblicata con successo.</p>
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<h2>Alcuni rifiuti ricevuti da grandi scrittori</h2>
<p>Le motivazioni per cui una casa editrice decide di non pubblicare un libro possono essere diverse, può dipendere dalle circostanze del momento o dal taglio culturale. Per questo capita che libri rifiutati da un editore sono poi pubblicati con successo da un altro.<br />
L’<em>Ulisse</em> di James Joyce venne rifiutato e stroncato da Virginia Woolf. La famosa scrittrice disse che l’aveva disgustata come “uno studente universitario che si schiaccia i brufoli”. Venne poi pubblicato da Silvia Beach, proprietaria della libreria “Shakespeare and Company” di Parigi. Considerato un libro di culto, oggi il 16 giugno, in molte città, viene festeggiato il &#8220;Bloomsday&#8221;.<br />
Un caso tutto italiano fu quello del <em>Gattopardo.</em> L&#8217;autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, morì prima di vedere la sua opera pubblicata. Rifiutato da Elio Vittorini, sia per Mondadori sia per Einaudi, l’autore non seppe mai del grande successo che avrebbe avuto, consacrato anche dalla vittoria del premio Strega.<br />
Così come <em>Fiesta</em> di Ernest Hemingway rifiutato perché noioso, <em>La fattoria degli animali</em> di George Orwell, il primo romanzo di John Le Carrè e <em>Carrie</em> di Stephen King.<br />
Questi autori, e molti altri, hanno dovuto perseverare prima di essere pubblicati, ma alla fine sono riusciti e i loro libri hanno avuto enormi successi.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Dietro un successo si nascondono spesso fallimenti, fatiche e delusioni. Per questo è importante ricordare le parole della Rowling insieme alle sconfitte che molti scrittori famosi hanno avuto nel loro percorso per raggiungere la popolarità. Perseverare, credere nelle proprie capacità, imparare dai propri fallimenti è necessario per continuare a inseguire e realizzare i propri sogni.</p>
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