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	<title>enigma Archivi - &amp; MyBook edizioni</title>
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		<title>Intervista a Sergio Verdacchi, autore de &#8220;Le cinque chiavi. O.D.E.S.S.A. Un enigma che continua&#8221;</title>
		<link>https://www.andmybook.it/2022/02/18/intervista-a-sergio-verdacchi-autore-de-le-cinque-chiavi-o-d-e-s-s-a-un-enigma-che-continua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 10:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I nostri Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Verdacchi Sergio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo l&#8217;intervista allo scrittore Sergio Verdacchi, autore del libro &#8220;Le cinque chiavi. O.D.E.S.S.A. Un enigma che continua&#8221;. &#160; Sergio Verdacchi è giornalista, fotografo professionista, scrittore e pittore a tempo perso. Ha girato quasi tutto il mondo e i luoghi che &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/02/18/intervista-a-sergio-verdacchi-autore-de-le-cinque-chiavi-o-d-e-s-s-a-un-enigma-che-continua/" aria-label="Intervista a Sergio Verdacchi, autore de &#8220;Le cinque chiavi. O.D.E.S.S.A. Un enigma che continua&#8221;">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo l&#8217;intervista allo scrittore Sergio Verdacchi, autore del libro &#8220;Le cinque chiavi. O.D.E.S.S.A. Un enigma che continua&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sergio Verdacchi è giornalista, fotografo professionista, scrittore e pittore a tempo perso. Ha girato quasi tutto il mondo e i luoghi che descrive nei libri o negli articoli li ha visitati tutti.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/01/cop_odessa_sovraccoperta2-scaled-e1645177622514.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9429" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/01/cop_odessa_sovraccoperta2-scaled-e1645177622514.jpg" alt="" width="650" height="889" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h2>1) Da quanto tempo scrive? Come ha scoperto la sua passione per la scrittura?</h2>
<p>Praticamente scrivo sin dalla mia adolescenza: a 15 anni ho manoscritto, cioè scritto a mano su fogli a quadretti, un romanzo giovanile di cui possiedo ancora il manoscritto. La trama non era quella che poteva creare un ragazzo della mia età ma affrontava già argomenti da “grandi” e la mia passione per un&#8217;amica di una mia zia era già espressa in termini molto audaci. Dovetti fermare la stesura del libro perché alcune pagine, tramite un amico indiscreto, o forse invidioso, pervennero a mia madre che mi rifilò alcuni ceffoni e distrusse parte del libro.<br />
Durante il servizio militare in Marina collaborai a un periodico militare e poi entrai a far parte di un gruppo, non ben identificato, nel quale fungevo da “giornalista” e da scrittore, specialmente di lunghi postulati pseudo politici da cui poi, spostato da Roma a Civitavecchia, mi dissociai. Nel periodo militare scrivevo lunghissime lettere alla mia fidanzata, Eleonora, che poi divenne mia moglie, la quale raccolse molto di quello che le avevo scritto e ne formò una specie di libro-epistolario.</p>
<p>Quando cominciai a inviare foto da pubblicare a un paio di agenzie mi chiesero di fare delle lunghe didascalie per le foto comperate: poco alla volta iniziai a fare articoli corredati da foto e poi veri e propri servizi completi. Nel contempo una di queste agenzie specializzata non solo in foto ma anche in novelle, romanzi brevi e altro, mi invitò da un editore di Milano specializzato in pubblicazioni per le edicole. Aveva una sortita quasi quotidiana perché aveva almeno dieci filoni: gialli, spionaggio, sex-appeal, fantascienza, romanzi rosa ecc. La peculiarità di questo editore era di comperare manoscritti di circa 120 pagine cadauno, di pagarli un tot fisso e di non riconoscere diritti d’autore o altro. Io avevo famiglia e mi servivano soldi: accettai e arrivai alla produzione di oltre un libro alla settimana. Non erano capolavori ma avevo una bella fantasia e così portavo da mangiare alla famiglia che si era ingrandita anche per l’arrivo di altre persone che&#8230; lasciamo perdere.</p>
<p>Con un altro editore, sempre di Milano, verso gli anni ’60 ho iniziato una collaborazione fissa prima con un libro tascabile mensile e poi con una rivista, la prima del genere: trattavano argomenti sadomaso e di sessualità diversa. Andammo avanti alcuni anni, con un discreto profitto, e poi l’editore morì e con esso l’avventura editoriale.</p>
<p>Pubblicai un paio di libri sotto lo pseudonimo di Max Scala e ho collaborato per dieci anni con il settimanale cattolico, organo ufficiale della Curia di Genova e ho pubblicato in un numero imprecisato di riviste su Genova, facendone pure la parte del direttore responsabile, essendo io giornalista-pubblicista. I miei articoli con servizi fotografici sono apparsi in un centinaio di giornali e riviste in Italia e all’estero.<br />
Mi piace scrivere e quando non so cosa fare prendo un pezzo di carta e… via.</p>
<h2>2) Com&#8217;è nata l&#8217;idea di scrivere un romanzo sull&#8217;organizzazione O.D.E.S.S.A.?</h2>
<p>L’idea di scrivere un romanzo sull’organizzazione O.D.E.S.S.A. è nata dalla casa che ho comperato una decina di anni fa proprio sulla <strong>via dei ratti</strong>, la strada che serviva ai Criminali Nazisti per fuggire dalla Germania alla fine della Seconda Guerra Mondiale per evitare la cattura e il processo. La strada, da Monaco di Baviera, giunge al porto di Genova e da qui i Nazisti, con aiuti e documenti falsi, fuggivano verso il Sud America e altre destinazioni. La casa, come altri luoghi di Genova, fungeva da nascondiglio dove i fuggiaschi potevano nascondersi in attesa dei documenti e della nave disponibile. La mia curiosità mi ha spinto a indagare e così accumulai informazioni che aumentarono di giorno in giorno. L’incontro casuale con il figlio di un importante politico del Ventennio che mi cedette oggetti d’argento del periodo fascista è stata un ulteriore spinta che mi ha convinto a scrivere questo libro.</p>
<p>Dato che non volevo scrivere o riscrivere la storia di O.D.E.S.S.A. ho pensato di fare un romanzo che avesse dentro riferimenti storici veri e nel contempo volevo dare un segnale di quanto accadeva ogni giorno sotto gli occhi di tutti, ovvero che O.D.E.S.S.A. non è finita ma continua a vivere in molte forme come pure l’idea del nazismo che riaffiora in ogni parte del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>3) Ha fatto molte ricerche per la parte storica del romanzo?</h2>
<p>Per la parte storica del romanzo ho continuato quelle che erano le mie esplorazioni del mondo nazista e ho approfondito con delle mie visite nei campi di concentramento, nei luoghi delle stragi in Italia e all’estero, sino ad arrivare nel Sud dell’Argentina, nella Terra del fuoco dove vivono comunità tedesche che conservano le abitudini e lo spirito della Germania Hitleriana. Ho visitato gli Stati Uniti e mi sono addentrato tra i neri, i meticci, gli immigrati, dove il simbolismo nazista &#8211; svastiche, Croci uncinate &#8211; sono la stessa cosa ma presentate graficamente sui muri, nelle case e nei tatuaggi. Sono stato in Norvegia per capire come poteva un insegnante uccidere circa 70 ragazzi, del suo stesso istituto, inneggiando a Hitler e in Serbia ho visto quello che era stato fatto in nome di un concetto assurdo ossia sterminare popoli per una supremazia di pochi.<br />
Sono stato in Israele e in quasi tutti i Paesi del Medio Oriente&#8230;</p>
<h2>4) Crede che sia ancora importante ricordare questi avvenimenti storici? Perché?</h2>
<p>Si devono ricordare questi avvenimenti storici per il semplice fatto che sono ancora, tristemente, attuali. La violenza non ha un nome preciso in quanto si tratta di violenza e basta. Ma ci sono persone che vivono sulla violenza e piuttosto che darsi da fare per portare aiuto, amore, concordia preferiscono pescare nel torbido che essi stessi hanno provocato. Teniamo presente che gli ideali, e bisognerebbe stabilire prima quali, sono tenuti poco in conto e che, specie certe fasce di giovani, preferiscono il divertimento, il guadagno facile e la non responsabilità all’impegno, al sacrificio. Non voglio fare il moralizzatore ma&#8230;</p>
<h2>5) Qual è il messaggio che vuole comunicare ai lettori con il suo libro?</h2>
<p>Esiste un unico messaggio e io lo dico a parole chiare alla fine del terzo volume della trilogia di O.D.E.S.S.A.: il pericolo esiste per cui tenete, <strong>tutti</strong>, gli occhi bene aperti.</p>
<h2>6) Sta lavorando a un altro libro?</h2>
<p>Attualmente sto rifinendo il secondo e il terzo libro della trilogia di O.D.E.S.S.A. E sto lavorando a una serie di gialli che ha come protagonista il commissario Pratesi. Al momento ho già finito il primo, pronto per essere stampato e sono a buon punto con i volumi due e tre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Per saperne di più:</h3>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="9Y6kpds6XW"><p><a href="https://www.andmybook.it/prodotto/le-cinque-chiavi-odessa-un-enigma-che-continua/">Le cinque chiavi. ODESSA. Un enigma che continua</a></p></blockquote>
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<p>L'articolo <a href="https://www.andmybook.it/2022/02/18/intervista-a-sergio-verdacchi-autore-de-le-cinque-chiavi-o-d-e-s-s-a-un-enigma-che-continua/">Intervista a Sergio Verdacchi, autore de &#8220;Le cinque chiavi. O.D.E.S.S.A. Un enigma che continua&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.andmybook.it">&amp; MyBook edizioni</a>.</p>
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