Descrizione

La prima indagine noir del detective privato Mauro Carpa.
Torino come non l’avete mai vista.

Carpa Diem, cogli l’attimo. Niente a che vedere con il ben più esplicativo Carpe diem di poetica estrazione. Qui parliamo di Mauro Carpa l’investigatore privato che scava nel torbido di un mondo impazzito che sembra collassare su se stesso. Parliamo di Torino e di come Carpa riesca a districarsi nei suoi casi impossibili grazie ai suggerimenti di una statua, quella di Vittorio Emanuele II, il re galantuomo dove il suo studio di detective si affaccia a interrogare il Magister. Le intuizioni indotte dalla statua sono fulminee, eclatanti, quasi telepatiche. A domanda lei risponde. Non subito certo, a volte le risposte sono mescolate ad angoscianti attività oniriche, ma una cosa è certa, nasce qui un investigatore privato che sembra essere infastidito di esistere, che non ha chiesto lui di nascere e che prova repulsione nei confronti di tutte le forme di vita proposte dai media e non. Quello non è il suo mondo e non gli piace, ma suo malgrado Carpa è lì che è costretto a vivere ed è lì che si scatena la più classica delle battaglia tra bene e male, sulla grande scacchiera geometricamente intagliata di una multiforme città dalle mille contraddizioni che è sempre diversa da come appare. Carpa diem, ascolta la statua Mauro. Interpreta i suoi distici inesplicabili, le sue autistiche illazioni, decodifica i suoi frammentari monologhi. Solo così puoi dare scacco matto al male e alla mole!

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