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	<title>rorschach Archivi - &amp; MyBook edizioni</title>
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		<title>Intervista a Elio Picardi, autore di &#8220;Le mie Tavole di Rorschach&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2018 16:30:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>1) Buongiorno Elio, potrebbe innanzitutto spiegarci le ragioni che l’hanno portata a realizzare quest’opera? 1) Quest&#8217;opera è nata da un&#8217;urgenza reattiva alle foto che ho ridescritto, spero poeticamente. Dovevo assolutamente esorcizzare il loro effetto devastante su di me, come negazione &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2018/05/15/intervista-a-elio-picardi-autore-di-le-mie-tavole-di-rorschach/" aria-label="Intervista a Elio Picardi, autore di &#8220;Le mie Tavole di Rorschach&#8221;">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-7561 size-medium" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2018/05/intervista-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>1) Buongiorno Elio, potrebbe innanzitutto spiegarci le ragioni che l’hanno portata a realizzare quest’opera?</strong></h5>
<p style="text-align: justify;">1) Quest&#8217;opera è nata da un&#8217;urgenza reattiva alle foto che ho ridescritto, spero poeticamente. Dovevo assolutamente esorcizzare il loro effetto devastante su di me, come negazione del Tempo fissato per aeternum sulla lastra, e come prova del suo trascorrere. La foto ritrae la Vita, testimoniandoci la Morte del soggetto vivente, o l&#8217;inorganicità senza vita della materia. Tecnicamente, ho scelto versi liberi per sfuggire alla costrizione della rima, ma ho usato unicamente endecasillabi, per ritmare quello che è statico per definizione, cioè l&#8217;immagine fissa. Ritmo in greco significa scorrere, e il Tempo ne è la metafora più filosofica.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>2) Tra le fotografie che l’hanno ispirata qual è l’immagine a cui lei si sente più legato, quella che in qualche modo la “rappresenta” maggiormente come persona e come poeta?</strong></h5>
<p style="text-align: justify;">2) <em>Un santo oscuro</em> (Joel-Peter Witkin, 1987) è la foto che più mi attrae e più mi repelle. Innanzitutto è la foto di una scultura composita, e questo crea già un gioco di specchi, ma l&#8217;anfibologia del manichino orrido, che ritrae una persona vivente nonostante mortali ferite e deformità, crea un vero e proprio circuito psicotico, una sindrome di Stendhal rovesciata, indotta dall&#8217;estetica dell&#8217;orrido, ossia dall&#8217;antiestetica che ha disseminato l&#8217;arte contemporanea di ipnotiche provocazione come questa. Io sono una persona solare e gioviale, ma il santo oscuro è il cono d&#8217;ombra perfetto della mia anima.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>3) Un tema ricorrente nelle sue poesie sembra essere quello dell’artificio: per descrivere i fotografi lei spesso usa espressioni come “diabolico linguista” o versi come “anche il suo sangue nobile ha capito che nell’arte c’è molto meretricio”. Dal suo punto di vista la fotografia e la poesia sono accomunate in questa “sfiducia”, oppure ritiene che in qualche modo la poesia possa ristabilire la “verità” di fronte alle ambiguità dell’immagine?</strong></h5>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">3) Non nutro più fiducia nella fotografia che nella poesia, non privilegio né il linguaggio poetico in senso stretto né il linguaggio figurativo. Sono entrambi meretricio, in un senso tutt&#8217;altro che moralistico, sono le controprestazioni di piacere che l&#8217;artista offre al fruitore/spettatore/cliente in cambio del suo sostentamento, nel caso dell&#8217;artista di professione, o in cambio dell&#8217;ammirazione gratuita, nel caso dell&#8217;artista dilettante. Che il meretricio sia il mestiere più antico del mondo, poco importa, gli oggetti di scambio, vagine e falli, sono già dipinti con l&#8217;ocra nelle grotte preistoriche di Altamira. Non esiste una Verità, esiste uno scambio di informazioni condiviso nel piacere, o rifiutato nel disgusto.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>4)  Dopo “Rorschach” ha in mente nuovi progetti letterari?</strong></h5>
<p style="text-align: justify;">4) Sto collaborando con un fotografo per affiancare a foto paesaggistiche altrettanti miei sonetti, e da solo sto componendo una silloge di poesie monorime, che vorrei intitolare &#8220;Rime uniche&#8221;, giocando sul fatto che, pur non essendo capolavori, sono comunque composti da un&#8217;unica rima. Esercizi di stile, insomma. Nella vita passo per informale e casual, in poesia sono un rigido e irreprensibile formalista, con qualche deriva sentimentale, acuita dalla presenilità.</p>
<h5><strong>Per saperne di più su &#8220;Le mie Tavole di Rorschach&#8221;:</strong></h5>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="YKGLn4AqTC"><p><a href="https://www.andmybook.it/prodotto/le-mie-tavole-di-rorschach/">Le mie tavole di Rorschach</a></p></blockquote>
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