Intervista a Gabriella Seccia, autrice del libro “Diario di una Perfetta Imperfetta”

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1) Iniziamo subito con la prima domanda: Quanto e che cosa c’è di Sally in Gabriella?

Sally è praticamente la vera Gabriella, niente di me è stato omesso o modificato.

2) Indirettamente si parla del “pensiero positivo”: come lo hai scoperto?

Arrivi ad un punto della tua vita dove è necessario fare introspezione per comprendere te stessa, gli eventi, le persone che hanno fatto parte della tua vita nel bene e nel male, per comprendere i tuoi continui sbalzi d’umore, le tue aspettative, i tuoi rifiuti, per misurare il tuo coraggio, ma soprattutto per sciogliere catene nella tua mente, le stesse che troppe volte non ti hanno permesso di far emergere il tuo vero “io”. Nasce così la mia ricerca, il mio studio da autodidatta che mi ha permesso di scoprire e sperimentare quanto possa essere fondamentale il “pensiero positivo”.

3) Hai trovato il racconto catartico?

Certo, il mio è un racconto catartico, nato per completare una lunga parte della mia vita, è stata una sorta di terapia personale che ha ben risposto a quelle che erano le mie aspettative. Oggi mi sento più lontana da ciò che sono stata e ben più vicina a ciò che voglio “essere”.

Diario di una Perfetta Imperfetta

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