Descrizione

Milano. Mattia si riflette nei vetri opachi dei ricordi e pensa ancora a lei, nonostante siano trascorsi quasi quattro anni da quel burrascoso epilogo. E proprio oggi è il compleanno di Chiara e il peso del distacco subìto andando via da Roma incide in maniera profonda. Gianluca non è presente come in passato, le loro vite hanno preso strade ben distinte, tuttavia a causa di un clamoroso raggiro si ritroveranno nuovamente spalla a spalla. Luna, Giada, Ico, Simone, Tiziana, Marco e Virginia: protagonisti vecchi e nuovi stanno per entrare o tornare e scoprire che la vita, a volte, è solamente un crocevia di coincidenze.

“Di un amore”: la frenesia dei sentimenti secondo Gianni D’Ambra

Un “girotondo” schnitzleriano calato nella realtà di oggi, nel concreto di un’Italia malinconica, sempre a corto di possibilità oltre che di denaro e di lavoro. “Mettere via”, “cancellare il passato”, andare “oltre il piacevole”: questi i propositi dei personaggi creati da Gianni D’Ambra, che nel suo romanzo “Di un amore” continua la sua personale saga dell’amore contemporaneo iniziata con il precedente “Tutto quello che resta”. “Di un amore” mette in scena i sentimenti come forze che sembrano avere ben poco di romantico, almeno quanto ammalianti sono le sue lusinghe iniziali. Attorno a Mattia e Chiara, una coppia che si è persa per non avere saputo andare oltre la passione fisica, ruota una serie di coetanei che in una spola malinconica e frenetica tra Milano e Roma esplorano il significato della parola “onestà” nella vita di coppia, nell’amicizia e fuori: ecco allora l’ansia sentimentale di Tiziana e Giada, che vedono passare gli anni tra brevi scintille di passione senza sostanza; il tormento morale di Gianluca, che pensa di non poter essere amato per via dei suoi problemi economici, fino a perdersi nel crimine; la dissociazione di Enrico, che al contrario di Gianluca non ha problemi di denaro ma come lui non sa come vivere. “Di un amore” è costruito con un’accuratezza quasi cinematografica, tutta al presente, accumulando brevi scene in cui ci si avvicina e ci si perde, spuntano continuamente nuovi pretendenti e bastano un’e-mail o una canzone a suscitare ricordi di un passato in gran parte idealizzato. Lo sguardo di D’Ambra è attento fino al dettaglio, quasi da entomologo, nel rendere l’aggirarsi continuo di Mattia e Chiara alla ricerca di chiarimenti, scuse, tenerezze; ma non c’è freddezza in questo sguardo, in questa sorta di “telecamera” narrativa che non molla nemmeno per un secondo i suoi personaggi. L’amore secondo D’Ambra ha qualcosa del gioco infantile, filtrato però dalla condizione adulta e dal peso della memoria, dalla consapevolezza della violenza e della morte incombente: la scrittura di Gianni D’Ambra si colloca lungo la “linea d’ombra” del mondo di oggi, nel quale sono gli anziani a doversi prendersi cura di figli adulti che nonostante i propri tentativi non riescono a staccarsi dall’adolescenza.

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