Descrizione

… facendo a meno della crescita indefinita e della decrescita incerta.

La nostra è un’epoca di svolta. Esiste una generazione di giovani che sta crescendo formata da parole come precariato, disoccupazione, mancanza di lavoro, incertezza.

Persone disilluse. Una società che aspira al benessere non dovrebbe allevare disillusi, precari, inoccupati.
E la crisi economica è solo un alibi, o comunque la manifesta condizione di un modello di sviluppo fondato sulla esasperata ricerca del profitto, ormai incapace di assicurare il benessere collettivo.
Le critiche non sono che un modo diverso di esprimere una condanna, ma spesso non sono appoggiate da soluzioni alternative. Questo scritto, invece, vuole offrire spunti per modelli sociali, culturali ed economici alternativi. Per una volta tanto, nella critica ad un modello di sviluppo obsoleto non si pretende che l’aiuto venga dall’alto: lo Stato, le Istituzioni, una improvvisa e fortuita presa di coscienza universale… Tutti auspici non concreti ed idealisti.
La spinta al cambiamento può e deve venire dalle piccole realtà, da isole di benessere già esistenti in alcuni settori dell’energia, dei rifiuti, della cultura: modelli da imitare e da estendere in un sistema più generale basato non più sulla crescita indefinita, ma sulla ricerca di un equilibrio naturale. In queste piccole realtà ognuno può davvero essere protagonista del cambiamento.

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