Descrizione

Le onde gravitazionali. L’antigravità. Parte prima

Versione in inglese qui.

La determinazione analitica dell’onda gravitazionale e la sua conseguente immediata ed inedita individuazione sperimentale costituiscono solo una parte dei risultati ai quali si perviene attraverso la presente Unificazione tra l’interazione gravitazionale e quella elettromagnetica. Detta fusione è il risultato di diversi fattori. Il primo è costituito da una rilettura critica ed un potenziamento dell’elettromagnetismo classico attraverso il quale, e ciò sinteticamente, riusciamo a dare corpo o massa alle eteree e spirituali equazioni di Maxwell fatte di sole cariche elettriche e magnetiche (equazioni che, per questo motivo, eludevano i Principi inerziali della Dinamica!). Un’analoga immediata rilettura della gravità consente, simmetricamente, di dare, in questo caso, cariche elettriche e magnetiche o, usando un linguaggio più colorito, anima e spiritualità alle esclusivamente corpose, ponderali e massive equazioni gravitazionali.

A questi due fattori si aggiunge il fatto, pur esso dimostrato in questa sede, che tutte le proprietà macroscopiche della materia (per esempio, modulo di elasticità, velocità del suono in seno alla stessa, coefficienti di dilatazione termica etc.) sono riconducibili tutte a fatti squisitamente ed esclusivamente elettromagnetici. Ciò porta alla naturale conclusione che anche la gravità (in quanto pur essa stessa manifestazione macroscopica della “apparentemente newtoniana inanimata” materia) non possa che essere un tenuissimo residuo di un fatto pur sempre esclusivamente elettromagnetico che, non perfettissimamente neutralizzato all’interno della materia stessa, riesca ancora a malapena a trapelare al suo esterno, invadendo ancora a stento lo spazio che la circonda. E non è un caso che sia la forza di Majorana che quella di Casimir, come è dimostrato in questa nota, sono pur esse riconducibili a fatti esclusivamente elettromagnetici (né bisogna escludere le forze di van der Waals che verranno trattate in una nota a parte).
In base a quanto detto si riesce a passare, con la più spontanea e naturale chiarezza, dalla formula di Newton a quella di Coulomb e viceversa (da sempre, peraltro, molto simili) evidenziando finalmente il fondamentale ruolo della non più sconcertante costante adimensionale di Dirac che il nobel, nel XX secolo, propose affrontando proprio il problema della Unificazione tra le dette interazioni. Tutto ciò ci consente finalmente di “comprendere” la misteriosa gravità non nel senso che adesso essa viene ad essere decomposta secondo più intuitivi postulati cartesiani e meccanicistici o alle irriducibili idee semplici di  John Looke (1632-1704), bensì che essa adesso viene ad essere espressa dalle stesse equazioni di Maxwell che, ora, con alcune piccole e semplici precisazioni, diventano pienamente valide anche in gravità. Questa esclusiva e particolare “comprensione” del fenomeno gravitazionale conduce ovviamente anche alla possibilità di poter adesso modulare la sua azione locale con adeguate apparecchiature tutte esclusivamente elettromagnetiche.
Per concludere questa brevissima introduzione di un lavoro scientifico abbastanza esteso e corposo diciamo che una delle tante dimostrazioni dell’intimo ed indissolubile legame tra gravità ed elettromagnetismo è costituita anche dalla chiara spiegazione che finalmente si riesce a dare dello straordinario ed altrettanto misterioso fenomeno scoperto da  Hathaway e Wilson nel 2006, riguardante la sconcertante anticipazione di circa sei anni che con un magnetogramma terrestre si riesce a fare del grandioso fenomeno (anch’esso tutto elettrogravitazionale) delle macchie solari (numero di Wolf).
Non manchiamo di sottolineare, che il presente volume è anche un continuo appello al Lettore a correggere e perfezionare le idee che qui, embrionalmente, sono state espresse affinché il genere umano, affetto dal “peccato originale” di discendere dai primati, possa popolare, grazie al miracolo della sua intelligenza, il cosmo che ci circonda.
Un pensiero non può non andare all’ineguagliabile, irraggiungibile ed intramontabile Newton il cui eterno spirito fluttuerà indomito e per sempre nei mutevoli ma inestinguibili spazi del nostro sconfinato e perenne Universo.

Svelato l’enigma della gravità

Si dice che San Giuseppe da Copertino, come tanti altri mistici tra i quali anche Padre Pio, durante l’estasi si librava nell’aria, sostenuto da una misteriosa forza che annullava il suo peso. Il Vangelo riporta che Cristo camminava sulle acque del lago Tiberiade, strabiliando così i suoi discepoli. Anche altre religioni parlano di fenomeni di levitazione. L’ufologia ci racconta invece di dischi volanti che sfruttano un incognito tipo di propulsione (probabilmente elettromagnetico). La Scienza, con Newton, sostiene che la gravità, che ci tiene incollati sulla faccia di questa Terra, è una forza che attrae tutti i corpi, ma le modalità con le quali essa agisce sono un mistero del tutto paragonabile a quello della detta levitazione. Newton stesso, non riuscendo a spiegare l’origine della gravità, pronunciò la famosa frase hypotheses non fingo, che è solo un’amara rinuncia all’intima comprensione del fenomeno. Tra l’altro Egli pensava che la gravità si potesse ricondurre a differenze di pressione in un impalpabile etere che permea tutto l’Universo ma questa idea restò solo un sospetto e nulla di più. Le cose non vanno per niente meglio con Einstein secondo il quale la gravità consisterebbe in una deformazione che un corpo produce nello spaziotempo che lo circonda. Infatti, non si riesce a capire il meccanismo con il quale un concetto astratto ed esclusivo prodotto della mente umana (particolare geometria a quattro dimensioni) possa essere deformato da una massa e costituire poi dei ferrei binari che costringono ad esempio la Luna a girare intorno alla Terra. Insomma sia che si cerchi di attingere spiegazioni sulla profonda natura della gravità dalla religione, dall’ufologia che dalla scienza, essa resta comunque un enigmatico mistero. E se essa è tale è illusorio pensare di poterla modificare a nostro piacimento, così come facciamo per altre forze della natura. Ma se invece scopriamo che la gravità è riconducibile a campi elettrici e magnetici, che meglio conosciamo e dominiamo, allora possiamo pensare di poterla modellare a nostro piacimento. In tal caso idonee apparecchiature tutte elettromagnetiche possono aumentare, diminuire o annullare la gravità che una massa esercita in un determinato punto dello spazio che la circonda. Le dimostrazioni che queste conclusioni sono più che corrette sono ampiamente esposte nel libro dal titolo L’unificazione dei campi elettromagnetici e gravitazionali – Le onde elettromagnetiche – L’antigravità. In particolare la detta unificazione consente di intercettare immediatamente e finalmente le elusive onde gravitazionali finora cercate invano, e questo fatto costituisce una formidabile prova sperimentale della sua piena validità.

Finalmente scoperte e intercettate le onde gravitazionali

Subito dopo l’avvento della Relatività Generale (1916) si è cercato di intercettare le onde gravitazionali così come previste da questa teoria ma a tutt’oggi, nonostante considerevolissimi sforzi economici fatti sia dalla comunità scientifica europea che americana, tutto è risultato vano. E’ bene dire esplicitamente che le apparecchiature per il rilievo delle onde gravitazionali sono state progettate proprio in base alle caratteristiche fisiche di queste onde così come previste dalla R.G., le quali, propagandosi nello spaziotempo ed investendo un corpo di massa m, lo deformerebbero in un certo modo ed è questa deformazione elastica che si cerca di rilevare. Una volta accertato questo fatto sperimentale resterebbe aperto solo il problema dell’unificazione della gravità relativistica con le altre note interazioni, fatto che presenta grossi e finora insormontabili problemi (nobel Abdus Salam).
Ma se, come sosteniamo, la gravità è pienamente e totalmente riconducibile ad un fatto esclusivamente elettromagnetico, ci rendiamo immediatamente conto che queste onde, in cui siamo totalmente immersi, le avevamo proprio a portata di mano o, più coloritamente, proprio sotto il nostro naso e che per rilevarle avevamo bisogno di tutt’altra strumentazione quasi gratuitamente offerta dalla natura.
E ciò è presto detto. Se consideriamo un qualsiasi sistema binario (ad esempio Terra-Luna), l’orbita lunare subisce una variazione gravitazionale quando essa passa, per esempio, al perigeo. Infatti in quel punto la distanza Terra-Luna è minima e quindi, in base alla formula di Newton, la forza gravitazionale diventa massima. E’ facile vedere che, in “concomitanza” con detta variazione gravitazionale, un magnetogramma terrestre denuncia significative variazioni del campo magnetico che ci consentono di determinare il tempo di rivoluzione della Luna intorno alla Terra. Quindi, attraverso l’analisi del detto magnetogramma, siamo in grado di determinare la frequenza dell’onda gravitazionale e da qui risalire alla lunghezza d’onda della stessa. Si giunge allora immediatamente alla conclusione che il campo magnetico terrestre costituisce una grandiosa ed insostituibile antenna che ci consente di intercettare le onde gravitazionali (ovvero elettromagnetiche) che colpiscono la Terra e che provengono sia dal sistema solare che dalle profondità del cosmo che ci circonda. Dunque basta studiare le variazioni del campo magnetico terrestre per rilevare la frequenza delle onde gravitazionali che colpiscono continuamente la Terra.
Ed è facile vedere, ancora nel caso del detto sistema binario, che esiste, com’è noto, anche una variazione magnetica terrestre che ha un periodo di 24 ore e 50 minuti, tempo che coincide con quello che impiega la Luna affinché essa rioccupi la stessa posizione rispetto alla Terra, riprendendo quindi ad esercitare la stessa azione gravitazionale precedente (intervallo della marea lunare). C’è ancora un’analoga variazione magnetica di 24 ore che coincide poi con il tempo che impiega il Sole per riprendere apparentemente la stessa posizione spaziale rispetto alla Terra (marea solare) etc..
E che dire del periodo di variazione undecennale delle tempeste “magnetiche” che subisce il Sole (sunspot), periodo che praticamente coincide con il tempo di rivoluzione (“gravitazionale”) di Giove intorno al Sole che è di 11.8 anni ?
Ovviamente in un semplice articolo introduttivo come questo non è possibile dire di più e quindi si rimanda il Lettore al testo dal titolo L’unificazione dei campi elettromagnetici e gravitazionali – Le onde elettromagnetiche – L’antigravità.
Aggiungiamo infine che quanto ora detto non solo corrobora la tesi secondo la quale la gravità è interamente riconducibile ad un puro e semplice fatto elettromagnetico (che già di per sé costituisce un naturale e poderosissimo passo verso l’anelata unificazione di tutte le note interazioni) ma questi incontrovertibili riscontri sperimentali, attestando e certificando l’identità fisica tra gravità ed elettromagnetismo, aprono finalmente la strada alla possibilità di poter manipolare la gravità, aumentandola, diminuendola o annullandola, con inimmaginabili ed enormi conseguenze che ciò comporta per il progresso tecnologico dell’intera umanità.

L’Autore

Carlo Santagata è nato a Napoli il 02/03/1944 e attualmente vive a Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta. Svolge da oltre 35 anni la professione di ingegnere nonché, congiuntamente, un’intensa attività di ricerca scientifica. È anche Socio della Società di Fisica. In quest’ambito ha pubblicato diversi articoli anche su varie riviste internazionali riguardanti alcune inedite proprietà della materia nonché ricerche sui fondamenti della Meccanica Quantistica.
Per alcuni importanti risultati nell’ambito della fisica teorica e dell’ingegneria strutturale si può consultare anche il sito www.carlosantagata.it

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