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		<title>Breve storia dell&#8217;indice dei libri proibiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 09:53:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Passione Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’indice dei libri proibiti, Index librorum prohibitorum, era una lista di libri che la Chiesa riteneva fossero contrari alla fede e che quindi non dovevano essere diffusi. Di seguito un breve excursus della storia di questo indice. Prima dell&#8217;Indice dei &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2023/03/10/breve-storia-dellindice-dei-libri-proibiti/" aria-label="Breve storia dell&#8217;indice dei libri proibiti">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’indice dei libri proibiti, <em>Index librorum prohibitorum</em>, era una lista di libri che la Chiesa riteneva fossero contrari alla fede e che quindi non dovevano essere diffusi.</p>
<p>Di seguito un breve excursus della storia di questo indice.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/03/grafiche-libri-antichi.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10116" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/03/grafiche-libri-antichi.png" alt="grafiche libri antichi " width="650" height="315" srcset="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/03/grafiche-libri-antichi.png 650w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/03/grafiche-libri-antichi-300x145.png 300w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/03/grafiche-libri-antichi-600x291.png 600w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></p>
<h2>Prima dell&#8217;Indice dei libri proibiti</h2>
<p>Anche se il primo indice è del XVI secolo, la Chiesa ha iniziato a proibire determinati scritti già dal Concilio di Nicea del 325, mettendo al bando prima le opere di Ario, poi quelle di Origene e infine quelle dei manichei.</p>
<p>Se il secondo concilio di Nicea del 787 aveva stabilito che i libri considerati eretici dovevano essere consegnati al vescovo, quello di Tolosa del 1229 proibì che i laici potessero avere la Bibbia e il Concilio di Tarragona del 1234 che le Bibbie tradotte in lingue volgari fossero messe al rogo.</p>
<h2>Dopo l&#8217;invenzione della stampa a caratteri mobili</h2>
<p>Con l’invenzione e la diffusione della stampa a caratteri mobili la Chiesa sentì l’esigenza di dover controllare le opere che entravano in circolazione. Un editto emanato l’anno dopo la bolla di Pio III imponeva il controllo delle opere stampate all’Inquisizione, togliendo di fatto  questo potere ai vescovi. In questo modo gli inquisitori avevano il dovere di entrare anche nelle case private, oltre che nei monasteri e conventi, per prendere e bruciare i libri che erano considerati proibiti.</p>
<p>In seguito la Chiesa tentò in diversi modi di controllare e impedire la circolazione di determinati libri.</p>
<p>Ci furono alcuni elenchi di libri proibiti compilati dalla Sorbona (1547) e dall’Università di Lovanio e un editto emanato dal cardinale Carafa (poi papa Paolo IV) che stabiliva che i libri dovevano passare, prima di essere stampati e venduti, dal Sant’Uffizio che ne doveva dare l’autorizzazione.</p>
<h2>Il primo Indice dei libri proibiti</h2>
<p>Il 30 dicembre del 1558 papa Paolo IV promulgò il primo indice dei libri proibiti. Definito anche indice paolino e compilato dall’Inquisizione di Roma era diviso in autori, titoli di libri e opere anonime. Ci furono però diverse problematiche nella sua esecuzione anche perché trovò ostacoli da parte dei vari Stati.</p>
<h2>Il Concilio di Trento</h2>
<p>Una nuova lista fu compilata dal Concilio di Trento da una commissione di vescovi. Con questo elenco erano proibiti tutti gli scritti di autori non cattolici, alcuni titoli di altri autori, gli scritti anonimi o senza le indicazioni dello stampatore, della data e del luogo di stampa; quelli che non avevano l’<em>Imprimatur</em> o che trattavano di teologia  e magia. Era un indice più moderato dove era consentito togliere le parti dei testi sospesi e dove le condanne erano meno severe.</p>
<h2>Dall&#8217;Indice Clementino al XX secolo</h2>
<p>Nel 1596 con il papa Clemente VIII ci fu un aggiornamento dell’indice: venivano aggiunte quelle opere che erano presenti in altri indici europei. In più spettava alla Congregazione concedere la possibilità agli autori di spiegare quello che avevano scritto.</p>
<p>Fu il papa Benedetto XIV a modificare alcune regole con l’emendamento di un indice nel 1758 come per esempio togliere il divieto di leggere la Bibbia nelle lingue nazionali.</p>
<p>Nel 1948 venne pubblicata un’ultima edizione dell’indice di libri proibiti e nel 1966 venne definitivamente abrogato con il Concilio Vaticano II (Paolo VI).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>F. Formiga, <em>L&#8217;invenzione perfetta. Storia del libro</em>, Editori Laterza, 2021.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le abitudini di scrittura di alcuni autori famosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 16:28:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Passione Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti lettori sono curiosi di conoscere quali siano le abitudini di scrittura dei loro autori preferiti. Conoscere i luoghi dove hanno scritto le loro opere, come erano arredati i loro studi, quale tipo di macchina da scrivere usavano. Ecco alcune &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2023/02/17/le-abitudini-di-scrittura-di-alcuni-autori-famosi/" aria-label="Le abitudini di scrittura di alcuni autori famosi">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti lettori sono curiosi di conoscere quali siano le abitudini di scrittura dei loro autori preferiti. Conoscere i luoghi dove hanno scritto le loro opere, come erano arredati i loro studi, quale tipo di macchina da scrivere usavano. Ecco alcune curiosità su Auden, James Baldwin, Agatha Christie e Margaret Mitchell.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/02/figure-di-autori-che-scrivono.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10062" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/02/figure-di-autori-che-scrivono.png" alt="abitudini di scrittura figure di autori che scrivono" width="650" height="315" srcset="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/02/figure-di-autori-che-scrivono.png 650w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/02/figure-di-autori-che-scrivono-300x145.png 300w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2023/02/figure-di-autori-che-scrivono-600x291.png 600w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le abitudini di scrittura di Auden</h2>
<p>Wystan Hugh Auden (1907-1973) è stato un grande poeta e drammaturgo inglese naturalizzato statunitense.</p>
<p>Auden dedicava molte ore alla scrittura, cominciava a scrivere alle sei di mattina e continuava per tutto il giorno prendendosi solo mezz’ora di pausa per il pranzo. La mattina, prima di iniziare a lavorare, beveva una tazza di caffè e si dedicava a un cruciverba.</p>
<p>Non gli piaceva la scrittura a macchina anche se la usava per ricopiare le versioni definitive dopo aver scritto la prima stesura delle sue opere su un quaderno. Utilizzava le pagine di destra per scrivere e quelle di sinistra per le revisioni.</p>
<p>Auden viaggiava molto, soprattutto in estate in Europa. Invece era solito trascorrere l’inverno in un appartamento nel Lower East Side. Come raccontarono alcuni suoi amici, come Charles Miller nel libro <em>Auden: un’amicizia americana</em>, l’appartamento dello scrittore era caotico e disordinato. Era pieno di libri, riviste, di tazzine non pulite, e aveva un forte odore di caffè e di fumo perché Auden era anche un incallito fumatore.</p>
<h2>La scrittura notturna di Baldwin</h2>
<p>Importante scrittore statunitense (1924-1987), aveva un’insolita abitudine di scrittura, cominciava infatti a lavorare dopo cena per finire verso le quattro del mattino. Probabilmente prese questa abitudine quando da giovane lavorava e si prendeva cura dei fratelli di giorno e dedicava il suo tempo notturno alla scrittura.</p>
<p>Visse per molti anni a Parigi e nel paesino francese di Saint-Paul de Vence in Provenza e diversi anni anche in Turchia. Ma non smise mai di scrivere dell’ America.</p>
<p>Baldwin visse per gli ultimi quindici anni in una vecchia masseria dove era solito ospitare molte persone da ogni parte del mondo, tra le quali anche grandi personalità come Miles Davis e Toni Morrison. Questa casa venne soprannominata “Chez Baldwin”. Continuava a lavorare di notte e intratteneva i suoi ospiti dopo mezzogiorno, orario in cui era solito svegliarsi. Per scrivere era solito usare una macchina da scrivere come la Adler Gabriele 35, la Smith-Corona Coronamatic 2200, o una Olympia SM7.</p>
<h2>I luoghi dove scriveva Agatha Christie</h2>
<p>Questa prolifica a famosa scrittrice di romanzi gialli riusciva a scrivere ovunque, non necessitava di un posto particolare. Abitò in diverse case e in quasi tutte aveva allestito una stanza dove lavorare.</p>
<p>Tra le case dove abitò ricordiamo quella di Wallingford, nell’Oxfordshire, dove trascorse la seconda metà della sua vita. La casa di Cresswell Place, e la residenza di Sheffield Terrace dove visse con il secondo marito. Proprio in quest’ultimo luogo scrisse <em>Assassinio sul Nilo, Assassinio in Mesopotamia </em>e una parte di <em>Assassinio sull’Orient Express</em>.</p>
<p>Era solita iniziare a scrivere un nuovo libro nel mese di gennaio e di riuscire a finirlo in primavera. Fu una scrittrice molto prolifica e spesso portava avanti la scrittura di due libri contemporaneamente. Amava scrivere a macchina e la sua preferita era la Remington Victor T.</p>
<h2>Le buste di Margaret Mitchell</h2>
<p>È famosa in tutto il mondo per aver scritto <em>Via col vento</em> con decine di milioni di copie vendute e una delle trasposizioni cinematografiche più famose con attori del calibro di Clark Gable e Vivien Light. Il suo libro, unica opera di questa autrice e che la portò a vincere il Premio Pulitzer, narra la storia della guerra di secessione e il suo dopo guerra in Georgia.</p>
<p>Iniziò a scrivere su consiglio del marito dopo che l’autrice, a causa di un infortunio, aveva abbandonato il suo lavoro presso l’<em>Atlanta Journal</em> come giornalista. Impiegò una decina di anni utilizzando come materiale sia i suoi ricordi d’infanzia, sia storie che le erano state raccontate e il materiale delle sue innumerevoli ricerche sulla guerra.</p>
<p>Scriveva con una Remington portatile n. 3 e aveva la strana abitudine di infilare i capitoli finiti in buste di manilla, per non far vedere a nessuno cosa stesse scrivendo. Riempì tantissime buste che poi stipava in ogni parte dell’appartamento: dentro un ripostiglio, sotto il letto e anche sotto le assi del pavimento. Quando un editore le chiese di leggere il manoscritto per portare via tutte le buste fu costretto a comprare una valigia, inoltre i capitoli non erano numerati e per alcuni esistevano più stesure, e inizialmente si dimenticò di consegnare il primo capitolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>A. Jhonson, <em>Una stanza tutta per sé. Dove scrivono i grandi scrittori</em>, L&#8217;ippocampo, 2022.</p>
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		<title>Refusi ed errori? Il responsabile è il demone Titivillus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 10:08:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se dopo aver riguardato e corretto un vostro scritto più volte avete comunque lasciato qualche errore e refuso potete attribuire la colpa di questi errori al Titivillus, il &#8220;demone patrono degli scribi&#8221;. Questo demone ha origini antiche e nel corso &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/12/02/refusi-ed-errori-il-responsabile-e-il-demone-titivillus/" aria-label="Refusi ed errori? Il responsabile è il demone Titivillus">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se dopo aver riguardato e corretto un vostro scritto più volte avete comunque lasciato qualche errore e refuso potete attribuire la colpa di questi errori al Titivillus, il &#8220;demone patrono degli scribi&#8221;. Questo demone ha origini antiche e nel corso del tempo gli sono state attribuite diverse funzioni, ma in particolare la sua fama è legata al lavoro dei copisti che distraeva inducendoli all’errore.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/12/copista-al-lavoro-con-penna-doca.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9954" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/12/copista-al-lavoro-con-penna-doca.png" alt="copista che scrive con penna d'oca" width="650" height="315" srcset="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/12/copista-al-lavoro-con-penna-doca.png 650w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/12/copista-al-lavoro-con-penna-doca-300x145.png 300w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/12/copista-al-lavoro-con-penna-doca-600x291.png 600w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></p>
<h2>Storia di Titivillus il demone dei refusi</h2>
<p>A dare il nome di Titivillus a questo demone fu Guglielmo d’Alvernia.</p>
<p>Al Titivillus, nel XII secolo, venne attribuito il compito di scrivere su una pergamena le parole che venivano omesse dai chierici durante la messa e nei canti liturgici per annotarle in funzione di prova per il giudizio universale.</p>
<p>Questo demone viene in seguito associato alle donne pettegole e maligne. Ha infatti il compito di segnare le loro parole maligne e quelle inutili dette in generale dai fedeli durante la messa.</p>
<p>Infatti, il ruolo del Titivillus è legato alla Messa di San Martino. Il diacono Brizio, quando richiamato dal vescovo di Tours perché rideva durante la messa, attribuì la colpa al fatto di aver visto un demone che scriveva su una pergamena i pettegolezzi delle donne. Il demone aveva poi sbattuto la testa contro un muro perché quando aveva cercato di allungare la pergamena con i denti, questa si era rotta.</p>
<p>In seguito, grazie ai dizionari francesi del XIX secolo il Titivillus diventa il demone che distrae gli amanuensi. In pratica diventa la causa principale degli errori nelle copie dei manoscritti.</p>
<p>Nel 1980 diventa il patrono della calligrafia grazie a Marc Drogin. Con l’avvento della tipografia diventa poi il demone causa dei refusi dei tipografi. In realtà gli errori erano solitamente dovuti al fatto che molti di questi erano analfabeti.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Quindi ora sapete a chi attribuire la colpa se nei vostri testi avete commesso degli errori: il demone Titivillus è sempre pronto a distrarvi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>J. I. G. Montañés, <em>Titivillus: Il demone dei refusi</em>, Graphe.it Edizioni, 2018.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il genere letterario dell&#8217;autobiografia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 07:53:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un genere letterario molto antico, ma che possiede ancora molto fascino sia per gli scrittori sia per i lettori, è l’autobiografia. L’autobiografia è il racconto della propria vita scritto in prima o terza persona. Può essere scritto in diverse forme, &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/11/11/il-genere-letterario-dellautobiografia/" aria-label="Il genere letterario dell&#8217;autobiografia">Continua a leggere</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un genere letterario molto antico, ma che possiede ancora molto fascino sia per gli scrittori sia per i lettori, è l’autobiografia. L’autobiografia è il racconto della propria vita scritto in prima o terza persona. Può essere scritto in diverse forme, come il diario, la confessione, in forma narrativa o epistolare. Ha una lunga e complessa storia, ricca di cambiamenti e di evoluzioni.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/11/diario-con-penna-occhiali-su-paino-con-vari-oggetti.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9912" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/11/diario-con-penna-occhiali-su-paino-con-vari-oggetti.png" alt="diario aperto con sopra penna occhiali tazzina caffè su piano con oggetti decorativi vari" width="650" height="315" srcset="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/11/diario-con-penna-occhiali-su-paino-con-vari-oggetti.png 650w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/11/diario-con-penna-occhiali-su-paino-con-vari-oggetti-300x145.png 300w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/11/diario-con-penna-occhiali-su-paino-con-vari-oggetti-600x291.png 600w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></p>
<h2>Storia del genere letterario dell&#8217;autobiografia</h2>
<p>La <em>Storia di Sinuhe</em>, scritta da un autore ignoto dell’Antico Egitto nel XI-X secolo a.C, è considerata l’autobiografia più antica.</p>
<p>Tra i greci e i latini l’autobiografia veniva scritta sottoforma di apologie di politici e oratori come Isocrate, Demostene e Cicerone, oppure come narrazioni di imprese (l’<em>Anabasi</em> di Senofonte, <em>I commentari</em> di Cesare). Erano invece maggiormente incentrati sull’analisi psicologica e della dimensione interiore opere come <em>Le lettere a Lucilio</em> di Seneca e i <em>Ricordi</em> di Marco Aurelio. Sicuramente la prima opera, che rappresenta il vero e proprio modello di autobiografia moderna è <em>Le Confessioni</em> di Sant’Agostino del 387 d.C dove l’autore racconta la sua vita e in particolare la sua conversione al cristianesimo.</p>
<p>Con l’Umanesimo le autobiografie diventano narrazioni di vita di persone eccezionali come i <em>Commentarii rerum memorabilium</em> di Enea Silvio Piccolomini e <em>Vita</em> di Benvenuto Cellini dove l’autore inserisce anche appunti di lavoro e dei rapporti con i committenti.</p>
<p>Nelle <em>Lettere familiari</em> di Baretti e nelle <em>Memorie</em> di Casanova si può notare l’accentuarsi di scritti incentrati da una parte sull’anima e dall’altra sui ricordi di viaggio con una particolare focalizzazione sugli aspetti sociali e politici dei luoghi visitati.</p>
<p>Nel Settecento, in Italia, vengono scritti dei veri e propri capolavori autobiografici maggiormente focalizzati sulle vocazioni degli autori: <em>L’autobiografia</em> di G. B. Vico, <em>Le memorie</em> di C. Goldoni e<em> La vita</em> di V. Alfieri. In Francia, invece, Jean-Jacques Rousseau scrive <em>Le confessioni</em> dove racconta la sua storia in modo introspettivo, inserendo anche dettagli molto intimi, alternati a episodi di vita.</p>
<p>Nel Novecento ricordiamo <em>Alla ricerca del tempo perduto</em> di Proust, <em>La coscienza di Zeno</em> di Svevo che sono opere più romanzate. Più recenti sono le autobiografie di Edgar Morin, Francesco Alberoni che sono più psicoanalitiche e quelle di Paul Auster, Don De Lillo  e Milan Kundera che sono frutto dell&#8217;incrocio tra le vicende personali e le riflessioni sulla loro narrazione.</p>
<h2>Altre forme della scrittura del sé</h2>
<h3>Il memoir</h3>
<p>Il memoir fa sempre parte della scrittura del sé. Ma a differenza dall’autobiografia tratta in particolare la memoria emotiva. I fatti non sono raccontati in ordine cronologico, seguono le associazioni mentali andando avanti e indietro nella memoria. E soprattutto, essendo basato maggiormente sulla memoria emotiva, racconta gli avvenimenti come vengono ricordati dall’autore, e non necessariamente come sono successi realmente.</p>
<h3>Il diario</h3>
<p>Un&#8217;altra forma di racconto del sé sono i diari dove vengono raccontati e annotati i fatti, in un particolare momento storico, che sono importanti per chi li scrive. Di solito quando si scrive un diario lo si fa in modo sincero rivelando anche le parti più intime di sé.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>C. Masia, <em>Scrivere di se stessi. Autobiografia, memoir, romanzo autobiografico</em>, Dino Audino Editore, 2019.</p>
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		<title>Caratteristiche della letteratura cavalleresca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 13:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Passione Lettura]]></category>
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		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Re Artù, Lancillotto, Carlo Magno e Orlando sono alcuni degli eroi raccontati dalla letteratura cavalleresca attraverso molteplici modalità: in prosa o in versi, in lingue diverse e in diverse forme, dal romanzo ai racconti epici ecc.  La letteratura cavalleresca racchiude &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/10/14/caratteristiche-della-letteratura-cavalleresca/" aria-label="Caratteristiche della letteratura cavalleresca">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Re Artù, Lancillotto, Carlo Magno e Orlando sono alcuni degli eroi raccontati dalla letteratura cavalleresca attraverso molteplici modalità: in prosa o in versi, in lingue diverse e in diverse forme, dal romanzo ai racconti epici ecc.  La letteratura cavalleresca racchiude infatti le narrazioni delle gesta eroiche e degli amori dei cavalieri medievali.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/10/stampa-battagliia-cavalieri.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9868" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/10/stampa-battagliia-cavalieri.png" alt="stampa con battaglia di cavalieri" width="650" height="315" srcset="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/10/stampa-battagliia-cavalieri.png 650w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/10/stampa-battagliia-cavalieri-300x145.png 300w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/10/stampa-battagliia-cavalieri-600x291.png 600w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></p>
<h2>I cicli della letteratura cavalleresca</h2>
<p>La letteratura cavalleresca si distingue da quella epica per una maggior presenza e varietà delle azioni, per gli interventi soggettivi degli autori e per la presenza anche di toni satirici e burleschi.</p>
<p>Nata in Francia nel periodo medievale, si è sviluppata in tre filoni principali:</p>
<ul>
<li>Il ciclo carolingio che racconta le gesta guerresche delle imprese dei paladini di Carlo Magno. L’opera più conosciuta e importante di questo ciclo è sicuramente <em>La Chanson de Roland. </em>In quest&#8217;epora sono raccontate le imprese di Orlando, uno dei paladini più coraggiosi di Carlo Magno.</li>
<li>Il ciclo bretone che in particolare narra le vicende di Re Artù e dei cavalieri della Tavola rotonda. Queste narrazioni sono più romanzesche e amorose. Esempi molto conosciuti sono la storia di Tristano e Isotta e i poemi di Chrétien de Troyes.</li>
<li>Nel ciclo classico invece le opere sono rielaborazioni di leggende adattate alle preferenze per i temi cortesi e cavallereschi del periodo. Fanno parte di questo ciclo anche il filone che narra in particolare le crociate in Terrasanta.</li>
</ul>
<h2>Sviluppo della letteratura cavalleresca in Europa</h2>
<p>In Spagna questo tipo di letteratura si inserisce nella tradizione dei canteres e romances. Si vede la sua particolare influenza nel romanzo del Cid e ne l’<em>Amadis de Guala. </em></p>
<p>In Inghilterra si sviluppa in modo particolare il filone bretone, compaiono così opere che sono imitazioni della materia di Bretagna come per esempio <em>Artur and Merlin</em>.</p>
<p>In Germania viene tradotta la <em>Chanson de Roland </em> dal bavarese Konrad.</p>
<p>In Italia, a livello popolare diventarono molto famosi i racconti del ciclo carolingio; invece, nelle classi più nobili si sviluppò maggiormente il ciclo bretone. Entrambi questi cicli si diffusero anche a opera dei cantastorie o di scrittori popolari (praticamente tutti anonimi) che crearono molti racconti in volgare, i cosiddetti <em>cantari</em>. La cultura cavalleresca ebbe uno dei suoi massimi esponenti nel Boiardo con l’<em>Orlando furioso</em>, scritta presso la corte degli Estensi di Ferrara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>AA.VV., <em>Letteratura</em>, Le Garzantine, Grazanti, 2005.</p>
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		<title>Storia dei dizionari italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 09:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Passione Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi esistono diversi tipi di dizionari: cartacei, online, digitali, dei sinonimi e contrari, analogici, delle collocazioni, etimologici, biografici ecc. Sono strumenti indispensabili per chi studia, scrive, legge o semplicemente cerca di scrivere senza fare errori. Ma da quando esistono i &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/08/05/storia-dei-dizionari-italiani/" aria-label="Storia dei dizionari italiani">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi esistono diversi tipi di dizionari: cartacei, online, digitali, dei sinonimi e contrari, analogici, delle collocazioni, etimologici, biografici ecc. Sono strumenti indispensabili per chi studia, scrive, legge o semplicemente cerca di scrivere senza fare errori. Ma da quando esistono i dizionari? E qual è la loro origine? Ecco un breve profilo della storia del dizionario italiano.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9747" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692.png" alt="dizionario aperto con occhiali appoggiati sopra" width="650" height="341" srcset="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692.png 650w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692-300x157.png 300w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/08/dizionario-aperto-con-occhiali-e1659628589692-600x315.png 600w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></p>
<h2>Origine dei dizionari</h2>
<p>Nel 1975 grazie agli scavi della città di Ebla a opera dell’università Sapienza di Roma vennero rinvenute 5000 tavolette di argilla. Queste tavolette, risalenti al 2350-2300 a.C., erano ricoperte di caratteri cuneiformi e contenevano liste di parole in lingua eblaita e sumerica. Sono così considerate i primi vocabolari.</p>
<p>Si pensa che questo vocabolario, come quello bilingue egiziano-accadico del secondo millennio a.C., furono creati per facilitare gli scambi commerciali e culturali con il Vicino Oriente.</p>
<p>Per spiegare i testi antichi e sacri nacquero nel primo millennio i dizionari monolingue in Egitto, India, Cina, Grecia e Roma. Dal V secolo a.C. si sviluppò la necessità di inserire le glosse nei poemi omerici. Queste servivano per riuscire a interpretare queste opere in modo corretto, in particolare le parti più difficili. Da qui deriva la tendenza a creare elenchi di parole con le relative spiegazioni.</p>
<p>Tra i glossari e dizionari principali si possono ricordare:</p>
<ul>
<li>il <em>Suda</em> del X secolo. Quest’opera Bizantina composta da circa 30.000 voci era un misto tra dizionario ed enciclopedia.</li>
<li>Il glossario <em>Synagogé </em>del XV secolo d.C. di Esichio d’Alessandria che conteneva parole greche rare o difficili.</li>
<li>Il <em>De significatu verborum </em>opera in latino di Verrio Flacco nel I secolo d.C.</li>
<li>L’<em> Etymologiarum sive Originum libri viginti </em>del VII secolo creata da Isidoro di Siviglia è una specie di enciclopedia. L’autore aveva cercato di trattare diversi argomenti come la grammatica, la medicina, la poesia, l’agricoltura ecc. Isidoro aveva cercato di spiegare partendo dall’etimologia delle parole.</li>
</ul>
<p>Nel Medioevo uno dei più importanti glossari fu il <em>Glossario di Magonza</em> (X secolo) dove erano inseriti in due colonne affiancate le parole derivate dal latino e le parole greco-bizantine.</p>
<p>In diverse zone dell’Italia nascono vocabolari latini e latino-volgari. Tra i più importanti: l’<em>Alphabetum</em> di Papias, un grammatico lombardo; il <em>Catholicon</em> di Giovanni Balbi di Genova; il <em>Liber Declari </em>del catanese Angelo Senisio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Quattrocento e il Cinquecento</h2>
<p>La storia dei dizionari prosegue verso la fine del Quattrocento, quando ebbero un grande successo i vocabolari bilingue, come il <em>Vocabulista ecclesiastico</em> pubblicato a Milano di Giovanni Bernardo o il <em>Vocabularium vulgare cum latino apposito</em> di Nicolò Valla.</p>
<p>Nel Cinquecento vennero pubblicati molti dizionari tanti dei quali seguivano le direttive di Pietro Bembo e il culto delle <em>Tre Corone</em> (Dante, Petrarca e Boccaccio). Tra le opere che ebbero maggiore successo possiamo ricordare:</p>
<ul>
<li><em>Le tre fontane </em>del Liburnio. Questo dizionario era diviso in tre parti e ciascuna conteneva parole tratte dai tre scrittori.</li>
<li>Il <em>Vocabolario</em> di Minerbi che conteneva solo parole tratte dal <em>Decameron </em> di Boccaccio.</li>
<li>Le <em>Osservazioni sopra il Petrarca </em>dove erano raccolte solo le voci tratte dal Petrarca e <em>Le ricchezze della lingua volgare sopra il Boccaccio </em>con parole solo di Boccaccio.</li>
</ul>
<p>Queste opere avevano anche alcune caratteristiche simili come il fatto che distinguessero le parole da usare in poesia da quelle da usare in prosa. E presentavano elenchi di parole, che rispettavano l’ordine alfabetico, delle voci tratte dalle Tre Corone.</p>
<p>Ci furono tantissime altre opere di questo tipo. Dizionari che contenevano diverse tipologie di parole che erano in particolar modo rivolti a coloro che dovevano imparare la lingua, a scrivere, risolvere problemi di ortografia, pronuncia. Questo perché molto probabilmente c’era una forte richiesta di queste opere nel mercato.</p>
<h2>Il Seicento</h2>
<p>Proseguendo con la storia dei dizionari, nel Seicento viene pubblicato il primo grande vocabolario italiano, il <em>Vocabolario degli accademici della Crusca</em> che aveva come riferimenti le teorie di Salviati che faceva parte dell’Accademia dal 1583.</p>
<p>Questo vocabolario era basato sulla lingua fiorentina del Trecento di Pietro Bembo insieme alle idee di Salviati e quindi conteneva anche la lingua usata nei testi minori, scritti in fiorentino di quel secolo.</p>
<p>Veniva posta molta attenzione all’uso delle parole contemporanee, ai proverbi e modi di dire. Erano presenti parole straniere e neologismi. Tra le novità la scomparsa degli usi regionali e dialettali, non ci sono più la distinzione tra prosa e poesia e le osservazioni grammaticali nelle voci.</p>
<p>Ci furono diverse polemiche contro quest’opera, soprattutto rivolte all’impostazione fiorentina, il fatto che non ci fossero voci moderne e che fossero esclusi autori del Cinquecento e il Tasso.</p>
<p>Nella terza edizione ci furono maggiori cambiamenti soprattutto nei riguardi dell’uso della lingua scritta dove non compariva solo il fiorentino e venivano accolti altri autori come il Tasso, Macchiavelli, Della Casa e altri.</p>
<h2>La storia dei dizionari nell&#8217;Ottocento</h2>
<p>Nell’Ottocento vennero pubblicati moltissimi vocabolari che si rivolgevano a diverse tipologie di pubblico: studiosi, letterati, ma anche impiegati e commercianti. Tutte quelle persone che anche se non avevano una gran cultura erano comunque interessati a imparare quali erano i termini corretti per le definizioni di cose e concetti.</p>
<p>Vennero pubblicati anche numerosi dizionari metodici che portavano i lettori alla parola che non si conosceva partendo dal significato. Un esempio, quello di Giacinto Carena, <em>Prontuario di vocaboli</em>, che era diviso in <em>Vocabolario domestico </em>e <em>Vocabolario metodico d’arti e mestieri</em>.</p>
<p>Verso la fine del secolo furono pubblicati anche dizionari d’uso come il <em>Novo vocabolario della lingua italiana </em> di Giovanni Battista Giorgini ed Emilio Broglio. Questo vocabolario si basava sull’uso reale della lingua.</p>
<h2>Dal Novecento agli anni Duemila</h2>
<p>Importante ricordare, nella storia dei dizionari, che nel 1923 il ministro della cultura popolare del regime fascista Giovanni Gentile firma il decreto che sancisce la chiusura da parte dell’Accademia dell’attività lessicografica.</p>
<p>Nel Novecento hanno la meglio i dizionari d’uso, pubblicati in un unico volume e quindi anche più agili da usare. Tra i più famosi <em>Il vocabolario della lingua italiana </em>di Nicola Zingarelli.</p>
<p>Da ricordare anche il <em>Grande dizionario della lingua italiana </em>(GDLI) pubblicato in 21 volumi in un arco temporale molto lungo (1961-2002).</p>
<p>Alla fine di questo secolo viene pubblicato, a cura di Tullio De Mauro, il <em>Grande dizionario dell&#8217;uso </em>(GRADIT). Contiene 250.000 voci e le definizioni sono semplici ed essenziali.</p>
<p>Per concludere questo scorcio di storia dei dizionari arriviamo agli anni 2000 dove troviamo numerosi dizionari riediti annualmente, anche in versione digitale. Tra i più conosciuti:  il <em>Sabatini Coletti della lingua italiana 2008;</em> il <em>Grande Dizionario Hoepli</em>; il <em>Grande Dizionario italiano Garzanti 2013</em> che poneva maggiormente l&#8217;attenzione ai problemi grammaticali, ortografici ecc.</p>
<p>I dizionari pubblicati negli ultimi anni (il <em>Nuovo Devoto-Oli</em> <em>2019</em>; lo <em>Zingarelli 2020</em>; il <em>Nuovo Treccani 2018</em>), sia in cartaceo sia su supporto elettronico, forniscono al lettore diverse indicazioni e servizi. Così oggi i dizionari sono diventati strumenti indispensabili di consultazione per la conoscenza della lingua italiana contemporanea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>V. Della Valle, <em>Dizionari</em>, Le parole dell&#8217;italiano, Le grandi collane del Corriere della Sera, RCS MediaGroup, Milano, 2020.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Premio Strega 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 07:00:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Premio Strega]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Desiati vince la 76° edizione del Premio Strega con il libro &#8220;Spatriati&#8221; pubblicato da Einaudi. Come di consueto la premiazione si è svolta nella splendida location del Ninfeo di Villa Giulia e la serata è andata in onda in &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/07/08/premio-strega-2022/" aria-label="Premio Strega 2022">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Desiati vince la 76° edizione del Premio Strega con il libro &#8220;Spatriati&#8221; pubblicato da Einaudi. Come di consueto la premiazione si è svolta nella splendida location del Ninfeo di Villa Giulia e la serata è andata in onda in diretta su Rai Tre presentata da Geppi Cucciari con la presenza del vincitore dell&#8217;anno scorso Emanuele Trevi.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/07/libri-aperti-affiancati-e1657177465264.png"><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9691" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/07/libri-aperti-affiancati-e1657177465264.png" alt="" width="650" height="341" srcset="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/07/libri-aperti-affiancati-e1657177465264.png 650w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/07/libri-aperti-affiancati-e1657177465264-300x157.png 300w, https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/07/libri-aperti-affiancati-e1657177465264-600x315.png 600w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a></p>
<h2>Nascita del Premio Strega</h2>
<p>Nel 1944 la scrittrice Maria Bellonci, insieme al marito Goffredo, organizzano nel loro appartamento un salotto letterario dove invitano intellettuali, scrittori, giornalisti, letterati. Prenderanno il nome di “Amici della domenica”. Da questi incontri nasce così prima l’idea e poi la realizzazione di un premio letterario che inizia la sua storia nel 1947. Il premio prende il nome del liquore prodotto dalla famiglia Alberti, il liquore Strega, perché il figlio, Guido decide di contribuire alla manifestazione. Il primo scrittore che vinse il premio fu Ennio Flaiano con “Tempo di uccidere”. La prima donna a vincere il premio fu Elsa Morante, nel 1957, con “L’isola di Arturo”.</p>
<h2>Regolamento</h2>
<p>Attualmente è sufficiente la segnalazione di un Amico della domenica per candidare un libro. Gli Amici della domenica sono più di 400. I libri proposti possono essere più di 12, sarà il comitato della Fondazione Bellonci a designare, tra questi, i 12 candidati alla prima votazione. Questa scelta viene fatta verso la fine del mese di marzo. Il libro deve essere stato pubblicato dal primo marzo dell’anno precedente al 28 febbraio dell’anno in corso.</p>
<p>I dodici finalisti vengono votati nella sede della Fondazione Bellonci, la seconda votazione, dove rimangono cinque finalisti e di solito si svolge nel mese di giugno.<br />
Nella cinquina finalista, dal 2015, deve essere presente un libro di una piccola casa editrice. Infatti, nel 2020 erano candidati alla finale sei libri e quest’anno sette perché oltre a un ripescaggio di una piccola casa editrice c&#8217;era stato anche un pareggio.</p>
<p>La finale si svolge al ninfeo di Villa Giulia il primo giovedì di luglio.</p>
<p>Nel 2014 nasce il Premio Strega Europeo che viene scelto tra gli autori che hanno vinto un premio rilevante nel proprio Paese.</p>
<p>Sempre dal 2014 viene assegnato anche il Premio Strega giovani. La giuria è composta da 500 ragazzi delle scuole superiori distribuite in Italia e all’estero e votano tra i 12 libri in concorso.</p>
<p>Dal 2016 nasce invece il Premio Strega Ragazze e Ragazzi. Questo premio viene assegnato per categorie (+ 6; + 8; +11) ai libri di narrativa pubblicati in Italia, anche in traduzione.</p>
<h2>Vincitori 2022</h2>
<p>Quest&#8217;anno il vincitore del Premio Strega è Mario Desiati con il libro &#8220;Spatriati&#8221;.  I libri nella rosa dei finalisti erano sette:</p>
<ul>
<li>Marco Amerighi, “Randagi”, Bollati Boringhieri</li>
<li>Fabio Bacà, “Nova”, Adelphi</li>
<li>Alessandra Carati, “E poi saremo salvi”, Mondadori</li>
<li>Marco Desiati, “Spatriati”, Einaudi</li>
<li>Veronica Galletta, “Nina sull’argine”, minimum fax</li>
<li>Claudio Piersanti, “Quel maledetto Vronskij”, Rizzoli</li>
<li>Veronica Raimo, “Niente di vero”, Einaudi</li>
</ul>
<p>Hanno vinto il Premio Strega Europeo ex aequo Amélie Nothomb con &#8220;Primo sangue&#8221; e Mikhail Shishkin con &#8220;Punto di fuga&#8221;.</p>
<p>Veronica Raimo ha vinto il Premio Strega Giovani e il Premio Strega Off.</p>
<p>Ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi nella categoria &#8220;migliore libro di esordio 2022&#8221; Antonia Murga con il libro “Miss Dicembre e il Clan di luna” edito da Bompiani. Invece i premi per ciascuna categoria verranno assegnati nel mese di Dicembre.</p>
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		<title>Parlare di libri: i gruppi di lettura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2022 10:26:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Passione Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche se la lettura è una pratica solitaria, molti lettori desiderano condividere le loro letture. Luoghi deputati a questo sono i gruppi di lettura, dove le persone si ritrovano, dopo aver letto un libro scelto insieme, per discuterne i vari &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/05/20/parlare-di-libri-i-gruppi-di-lettura/" aria-label="Parlare di libri: i gruppi di lettura">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se la lettura è una pratica solitaria, molti lettori desiderano condividere le loro letture. Luoghi deputati a questo sono i gruppi di lettura, dove le persone si ritrovano, dopo aver letto un libro scelto insieme, per discuterne i vari punti di vista e condividere le sensazioni e le emozioni che sono scaturite da quella lettura.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/05/libri-in-cerchio-e1652953151425.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9598" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/05/libri-in-cerchio-e1652953151425.png" alt="libri in verticale disposti in cerchio" width="650" height="341" /></a></p>
<h2>Perché si partecipa a un gruppo di lettura</h2>
<p>I gruppi di lettura sono un fenomeno ormai affermato anche in Italia. Sono presenti nelle biblioteche, in alcune librerie, in alcune associazioni culturali o organizzati da privati. Negli ultimi anni si sono formati anche molti gruppi di lettura online. Molti lettori sentono il bisogno di poter esporre la propria opinione sui libri letti, ampliare la comprensione del libro ascoltando le idee degli altri partecipanti. Espandere le loro letture attraverso i consigli che scaturiscono dagli incontri. Ma è importante anche il sentirsi parte di un gruppo, socializzare, conoscere nuove persone e fare amicizia. Partecipare a un gruppo di lettura stimola le persone anche a leggere di più e in maniera più approfondita e critica.</p>
<h2>Come sono organizzati i gruppi di lettura</h2>
<p>Un gruppo di lettura necessita di un luogo adatto e di un coordinatore/facilitatore.<br />
Il luogo deve essere accogliente, possibilmente privo di elementi disturbanti e rumori. Di solito il setting è composto da sedie disposte in cerchio, dove possibile intorno a un tavolo che risulta più comodo per prendere appunti e appoggiare i libri. Di solito si svolgono una volta al mese, il tempo necessario per riuscire a procurarsi la copia del libro e riuscire a leggerlo in modo approfondito.<br />
Nei gruppi di lettura è bene che sia presente un coordinatore. Questo deve svolgere molteplici compiti, da quelli organizzativi come per esempio sistemare il set, stilare il calendario degli incontri, curare la comunicazione sia all’interno sia all’esterno del gruppo; a quelli di promozione del gruppo con l’uso dei social network, la creazione di volantini, comunicati stampa ecc. Importante è anche la sua funzione di facilitatore delle discussioni negli incontri. Deve infatti fare in modo che i tempi degli interventi dei partecipanti siano ugualmente distribuiti, che siano rispettati i turni di chi deve intervenire, deve accogliere e aiutare a inserirsi i nuovi arrivati o quelli che essendo più timidi tendono a non intervenire.<br />
Solitamente il libro da leggere viene scelto insieme nel gruppo, dedicando una discussione dove è possibile per i partecipanti argomentare il perché delle loro scelte. Devono ovviamente essere rispettate alcune condizioni come la lunghezza del libro, che non dovrebbe superare le 300/350 pagine, essere facilmente reperibile e non costare troppo.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Vista la diffusione del fenomeno, se si desidera partecipare è sufficiente fare una ricerca su internet per trovare quello più adatto alle proprie esigenze. Per chi ha voglia di condividere le proprie letture, parlarne con altre persone e socializzare è senz&#8217;altro un&#8217;esperienza costruttiva e formativa.</p>
<p>Fonte:</p>
<p>C. Di Carlo, <em>Gruppo di lettura</em>, Associazione italiana biblioteche, 2021.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il genere fantascienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 08:47:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Passione Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[competenze lettura]]></category>
		<category><![CDATA[genere fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[genere letterario]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fantascienza è un “Genere letterario i cui intrecci, ambientati nel futuro o in altri mondi o in mondi paralleli contemporanei al nostro, muovono da ipotesi scientifiche, per lo più trattate con libertà e spregiudicatezza, per creare situazioni estreme, paradossali &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/04/22/il-genere-fantascienza/" aria-label="Il genere fantascienza">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La fantascienza è un “Genere letterario i cui intrecci, ambientati nel futuro o in altri mondi o in mondi paralleli contemporanei al nostro, muovono da ipotesi scientifiche, per lo più trattate con libertà e spregiudicatezza, per creare situazioni estreme, paradossali e provocatorie o semplicemente fantastiche” (Letteratura, Le Garzantine). I precursori di questo genere possono essere riconosciuti nei nomi di Keplero, Cyrano de Bergerac, Voltaire, E. A. Poe e Mary Shelley che raccontò del primo uomo artificiale creato da uno scienziato. E anche ai romanzi di J. Verne e quelli di H. G. Wells. Ma il nome fantascienza, che deriva dalla traduzione del termine anglosassone <em>science-fiction</em>, intesa come genere letterario moderno e definito, viene attribuito a Hugo Gernsback con l’uscita della rivista «Amazing stories» (1926) che si occupava esclusivamente di fantascienza.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/04/mano-robot-e1650612423644.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9557" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/04/mano-robot-e1650612423644.png" alt="mano di robot che tocca schermo" width="650" height="341" /></a></p>
<h2>Storia del genere letterario della fantascienza</h2>
<p>I capolavori di Jules Verne e H. G. Wells possono essere considerati tra i primi romanzi di fantascienza. La differenza tra i due autori si può ritrovare nella piena fiducia per i progressi della scienza in Verne contro i romanzi di Wells che raccontavano maggiormente gli effetti che questa aveva sulla società in modo piuttosto negativo.</p>
<p>Già negli anni Dieci del XX secolo la fantascienza è un genere diventato popolare in America. Nascono diverse collane e riviste specializzate. I temi principali di questo periodo erano quelli delle avventure nello spazio, degli incontri con gli alieni. Venivano definite <em>space operas</em>. Voci importante di questo genere furono E. Hamilton, E. R. Burroughs.</p>
<p>Negli anni Quaranta questo genere vive, in particolare negli Stati Uniti, una vera e propria Epoca d’oro. In questo periodo la fantascienza si interessa maggiormente alle conseguenze che il progresso scientifico può provocare. Vengono quindi superate le narrazioni di fiducia sui progressi della scienza. È di questi anni la direzione della rivista «Astouding Stories» di John W. Campbell e il successo di scrittori come A. E. Van Vogt, Isaac Asimov, Clifford D. Simak e Ray Bradbury. Autori che segnarono profondamente questo genere.</p>
<p>Con la New Wave sono trattate nuove tematiche, come per esempio la droga, la psicoanalisi, i conflitti razziali ecc. Importanti autori di questo periodo sono stati P. K. Dick, R. Zelazny, T. Dish, Ursula Le Guinn e Frank Herbert.</p>
<p>Importanti furono anche i romanzi a cura di alcune scrittrici americane femministe come Joanna Russ e Alice Sheldon che hanno usato la fantascienza per evidenziare le problematiche portate avanti dal movimento femminista.</p>
<p>Negli anni Ottanta si sviluppa un nuovo sottogenere della fantascienza: il cyberpunk. Sottogenere legato alle ricerche e allo sviluppo dell’ingegneria genetica, dell’informatica e dell’Intelligenza artificiale. Vede in Gibson, Sterling, John Shirley e più tardi Neal Stephenson alcuni dei più importanti scrittori di questo genere.</p>
<p>Negli anni Novanta la fantascienza subisce una perdita nelle vendite e nascono nuovi filoni ibridi come la New Weird e lo slistream. Autori che hanno comunque grande successo anche in questo periodo sono Dan Simmons e Catherine Asaro.</p>
<p>Negli ultimi anni questo genere è stato più prolifico al cinema, senza dimenticare le varie contaminazioni che ha avuto anche nei fumetti e nei videogiochi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p>AA.VV, <em>Letteratura,</em> Le Garzantine, Garzanti, 2005.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Origini, successo e crisi del fotoromanzo</title>
		<link>https://www.andmybook.it/2022/01/29/origini-successo-e-crisi-del-fotoromanzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Gradassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 07:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Passione Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[fotoromanzo]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[riviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fotoromanzo è un’invenzione italiana e per decenni molte riviste di questo genere hanno tenuto compagnia a tantissime persone e riempito gli scaffali delle edicole. Nato nel dopoguerra ha accompagnato la vita degli italiani per decenni, e anche se quasi &#8230; <a class="kt-excerpt-readmore" href="https://www.andmybook.it/2022/01/29/origini-successo-e-crisi-del-fotoromanzo/" aria-label="Origini, successo e crisi del fotoromanzo">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fotoromanzo è un’invenzione italiana e per decenni molte riviste di questo genere hanno tenuto compagnia a tantissime persone e riempito gli scaffali delle edicole.<br />
Nato nel dopoguerra ha accompagnato la vita degli italiani per decenni, e anche se quasi scomparso, continua a vivere ancora grazie al ritorno di alcune testate e all’interesse che si è espresso con la proliferazione di studi, saggi e mostre di questo fenomeno.</p>
<p><a href="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/01/49-e1643388269117.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9443" src="https://www.andmybook.it/wp-content/uploads/2022/01/49-e1643388269117.png" alt="riviste aperte sistemate una sopra l'altra" width="650" height="341" /></a></p>
<h2>Origini del fotoromanzo</h2>
<p>Si può far risalire la nascita di questa forma d’arte a tre riviste in particolare. «Grand Hotel» viene pubblicata per la prima volta nel 1946. I suoi padri creatori sono Alceo e Domenico Del Duca, titolari della casa editrice Universo. Il primo numero, di 16 pagine e del costo di 12 lire stampato in 100 mila copie viene esaurito in pochi giorni. Le sue sono storie a fumetti ma hanno uno stile particolare che ricorda le fotografie. Nel 1947, per la casa editrice Novissima, esce «Il mio sogno» (in seguito «Sogno»), il primo vero fotoromanzo, storie raccontate attraverso fotografie corredate da brevi diciture. Subito dopo anche Mondadori si tuffa in questa nuova avventura con la rivista «Bolero Film». È anche la prima pubblicazione che usa la parola &#8220;fotoromanzo&#8221;, appositamente creata per l’occasione.</p>
<h2>Successo del fotoromanzo</h2>
<p>Nel giro di 15 anni il fotoromanzo raggiunge un successo incredibile, con la proliferazione di numerose pubblicazioni e tirature altissime e un successo enorme riscontrato su un vasto pubblico di lettori, in particolare di lettrici. Il suo successo supera anche i confini, in particolare in Francia, in America Latina e nell’Africa mediterranea.<br />
In questo ambiente vivace, agli inizi degli anni Sessanta, la Lancio, che fino a quel momento si era occupata di pubblicità, inizia a pubblicare fotoromanzi, segnando la storia di questo genere con riviste quali «Letizia», «Charme», «Marina» ecc. Caratteristica delle sue riviste, per non entrare in diretta concorrenza con le case editrici che si erano già affermate nella produzione dei fotoromanzi, è la scelta di non servirsi di personaggi famosi ma di preferire volti nuovi, non noti, dove le lettrici e i lettori possano identificarsi meglio nei personaggi da loro interpretati nelle storie. Inoltre raccontano, oltre alle storie d’amore, anche storie con elementi del genere giallo e invece di pubblicare storie a puntate si concentrano sulla pubblicazione di albi che contengono storie complete.</p>
<h2>Crisi del fotoromanzo</h2>
<p>Questo periodo d’oro dura fino alla forte crisi di fine anni Sessanta e anni Settanta. Questa fa sì che resistano nel mercato solo quelle testate che hanno saputo stare al passo con i tempi e quindi rinnovarsi.<br />
Nel 1974 con l’avvento del colore il fotoromanzo ha di nuovo un momento di successo, fino alla seconda metà degli anni Ottanta. In quegli anni entrano in gioco le Tv private e a fare particolare concorrenza sono le telenovela, soprattutto quelle prodotte in Sud America. L’arrivo di nuove forme di intrattenimento popolare, seguite poi dall’avvento di Internet, hanno segnato in modo definitivo il futuro del fotoromanzo.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Il fotoromanzo è sempre stato considerato, in particolare dagli intellettuali, un prodotto di scarsa qualità. In realtà non ha solo conquistato e intrattenuto milioni di lettori ma ha contribuito alla modernizzazione dei costumi degli italiani e a combattere l’analfabetismo, soprattutto nel periodo di forte trasformazione vissuto dal nostro paese nel dopoguerra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:</p>
<p>Aldo Dalla Vecchia, <em>Trionfo d&#8217;amore. Breve storia del fotoromanzo</em>, Graphe.it, 2021</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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