Analisi e riflessioni del disturbo della Dislessia. Intervista a Salvatore Cassaniti autore di “Il mondo della dislessia”

pubblicato in: I nostri Libri, Interviste 0

Nel suo ultimo libro “Il mondo della Dislessia. I primi studi, i criteri diagnostici, gli aspetti emotivo-motivazionali, le strategie d’intervento e non solo” l’autore Salvatore Cassaniti non solo ci aiuta a capire questo disturbo ma suggerisce delle strategie di intervento utili per aiutare chi ne soffre a superare le difficoltà, portandoci anche a empatizzare con le sensazioni che chi ne è affetto prova quando si trova ad affrontare le problematiche causate da questo disturbo.

 

Salvatore Cassaniti è un docente con un’esperienza ventennale che si è sempre interessato di didattica, pedagogia, psicologia dello sviluppo. Ha una laurea triennale in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione e una laurea magistrale in Psicologia clinica nonché una laurea in Lingue e culture europee. È iscritto all’Ordine degli psicologi ed è in possesso di abilitazioni per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di 1° e 2° grado nonché per il sostegno. È in possesso di abilitazioni SISSIS e master universitari di 1° e 2° livello (in Disturbi Specifici di Apprendimento, in Neuroscienze e alta formazione docente per il successo scolastico e in Psicologia scolastica) che gli hanno fornito delle competenze sempre più specifiche sulle difficoltà di apprendimento e strategie metodologiche in grado di garantire a chiunque il successo scolastico. Ha già pubblicato due saggi Le porte del successo scolastico: metacognizione, integrazione e drammatizzazione. Un’ipotesi di project work teatrale e Gli adolescenti e la sindrome di hikikomori. Ha pubblicato anche due narrative Siamo solo all’inizio e Semplicemente con le relative guide per sviluppare le abilità della comprensione e sintesi, proponendo al suo interno compiti di realtà quindi stimolando abilità creative e metacognitive.

1) Può spiegare in poche parole in cosa consiste il disturbo della dislessia? Quali sono le difficoltà che si ritrova ad affrontare chi ne soffre?

È un disturbo del neurosviluppo che afferisce alla nostra capacità di “saper leggere”. Vi sono vari tipi di dislessia (nel secondo capitolo parlo infatti di “dislessie”) a seconda delle strategie utilizzate o deficitarie nella nostra lettura. È un Disturbo Specifico di Apprendimento ma più diffuso di quanto si pensi con correlazioni con la didattica, la pedagogia, la psicologia… Un universo di elementi da attenzionare se si vuole intervenire con professionalità, garantendo il successo scolastico di queste alunne e di questi alunni che si trovano ad affrontare difficoltà legate all’aspetto fonologico-semantico della lingua ma anche aspetti di ordine emotivo-motivazionali troppo spesso sottovalutati con conseguenze a volte drammatiche.

2) Nella terza parte del suo libro tratta anche le strategie per aiutare chi soffre di questo disturbo. Cosa possono fare gli insegnanti per aiutare le alunne e gli alunni con dislessia?

La chiave del successo per aiutare alunne e alunni con questo disturbo specifico di apprendimento è, in sintesi, la cura della relazione. Una relazione che si basi su un attento screening delle potenzialità dell’alunna/o più che delle sue fragilità, che sappia cogliere gli stili di apprendimento, gli interessi, che sappia sostenere con strategie opportune il singolo in un contesto più ampio condiviso con l’intera classe, assicurando l’inclusione e compiti più stimolanti (compiti di realtà a cui io credo e di cui non mi stancherò mai di parlarne).

3) Oggi la scuola riesce a dare una risposta adeguata a questo problema?

La scuola è fatta da dirigenti scolastici, docenti, collaboratori… persone con competenze socio-culturali ed emotivo-affettivo-relazionali molto diverse. La maggior parte di loro passa senza lasciare un segno nei vissuti di queste ragazze e di questi ragazzi con DSA, poi c’è chi invece viene ricordato sempre nelle loro storie positivamente o, purtroppo, negativamente.

4) Nella parte finale del libro ha inserito un’ipotetica pagina di diario, pagina che potrebbe essere scritta da un alunno o alunna con dislessia. Qual è il messaggio che ha voluto trasmettere?

Il racconto di tante alunne e tanti alunni con questa problematica (o, per come la penso io, possibile risorsa della scuola!) deve farci riflettere. Ho voluto in quelle pagine invitare il lettore a indossare i panni di chi lotta quotidianamente con questo problema per assaporarne il sapore acido dei loro pensieri, la loro angoscia… la loro umanità spesso violata in nome di un ingiustificato metro di giudizio “ugualitario” o per un’incapacità a trovare quelle adeguate strategie per fare sentire tutti bene in classe, utilizzando meccanismi di difesa disfunzionali come la “proiezione” che sostituisce il verdetto “Io non so insegnare” con “Tu non sai imparare”. Non esistono buoni o cattivi alunni ma solo bravi o incapaci insegnanti!

5) Ha già scritto diversi libri, come organizza il lavoro della scrittura e quando trova il tempo per scrivere?

Scrivere è un’esigenza di libertà di fronte a realtà che non si accettano, di giustizia per chi non ha diritto di parola perché non può o non vuole dire cosa gli succede (per timidezza, per paura o perché pensa che nulla cambierà!) e nel silenzio soffre. Il tempo quindi bisogna trovarlo per questa funzione pedagogica che la scrittura può avere. Io non credo alla cattiveria ma all’ignoranza di chi con le proprie azioni fa del male agli altri non perché lo vuole veramente ma solo per ignoranza. “Impariamo a leggere” chi ci sta difronte e piano piano riconquisteremo la nostra umanità!

Per saperne di più:

Il mondo della dislessia

 

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