Segnalibri che passione!

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Quando interrompiamo la lettura di un libro, prima di chiuderlo, ci premuriamo sempre di inserire un segno che ci permetta di trovare con facilità il punto in cui siamo arrivati. Ci sono persone che segnano le pagine con la prima cosa che trovano, come un biglietto dell’autobus, uno scontrino oppure facendo un’orecchia piegando un angolo della pagina. Altre persone invece scelgono con cura il segnalibro che li accompagnerà durante la lettura. Il segnalibro, di qualunque materiale sia fatto, è quindi parte integrante del processo di lettura. È un oggetto che fa parte del libro ma che allo stesso tempo possiede una propria anima.

I primi segnalibri

Molti storici fanno risalire il primo segnalibro al 1584. Lo stampatore ufficiale della Regina Elisabetta I d’Inghilterra, Cristofer Baeker, le portò un libro dove aveva cucito, sulla parte alta della rilegatura, un nastro di seta.
In realtà sono stati rinvenuti segnalibri prima ancora che esistessero i libri stampati. Durante gli scavi del 1925 è stato trovato un segnalibro in un codice copto del VI secolo d.C. nel Convento Apa Geremia vicino alla valle del Nilo. È fatto con una striscia di cuoio rivestita di pergamena nella parte posteriore.
Anche il Dictionnaire Historique de la langue francąise menziona i segnalibri: nastri inseriti nei libri da messa dal 1377 che servivano per tenere il segno.
Si ha uno sviluppo dell’uso del segnalibro dalla seconda metà dell’Ottocento con la nascita della grafica pubblicitaria. Il segnalibro diventa una sorta di forma artistica. L’industriale Thomas Stevens inizierà a produrre cartoline, souvenir, calendari e ovviamente anche segnalibri con un particolare stile chiamato Stevengraph. Questi segnalibri sono in seta e caratterizzati da brevi testi che possono essere stampati oppure ricamati e che sono diretti a pubblicizzare diversi argomenti o prodotti.

L’uso dei segnalibri nel Novecento

In Italia si ha uno sviluppo di questo oggetto con lo stile Liberty, movimento che influenzò le arti dalla fine dell’Ottocento ai primi del Novecento. Questi segnalibri erano caratterizzati da immagini femminili realizzate da artisti famosi.
Senza dimenticare anche il periodo successivo, caratterizzato dallo stile Art Deco dal 1925 fino alla Seconda Guerra Mondiale. I segnalibri sono caratterizzati da pubblicità di diverse aree commerciali, di propaganda e di sensibilizzazione. Infatti artisti famosi come Seneca, Scorzon e Vincent realizzano segnalibri con la loro arte. Per esempio, l’artista Seneca realizzò per la Perugina un segnalibro riprendendo in modo ironico il passo dei Promessi Sposi dove Don Abbondio teneva il segno del suo breviario utilizzando l’indice della mano destra “… chiudeva il breviario, tenendovi dentro, per segno, l’indice della mano destra… perché non aveva il segnalibro della Perugina”.

Conclusione

Sia che utilizziate un fiore seccato come faceva D’Annunzio o un segnalibro di cartoncino con stampata l’immagine di un luogo che avete visitato o uno fatto a mano con la tecnica del macramè, che lo passiate da un libro all’altro o che ne scegliate uno diverso per ogni nuova lettura, il segnalibro rimarrà sempre al centro del rapporto tra voi e il libro.

 

FONTI:

Massimo Gatta, Breve storia del segnalibro, Graphe.it, 2020

 

 

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