I rifiuti ricevuti dai grandi scrittori diventati successi

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Durante il discorso tenuto ad Harward per la cerimonia di laurea, la famosa scrittrice J.K. Rowling ha scelto di parlare del beneficio che può avere il fallimento: “Fallire mi ha dato una sicurezza interiore che superando gli esami non avevo mai provato. Fallendo ho imparato cose su di me che non avrei potuto apprendere in nessun modo”. (J.K. Rowling, Buona vita a tutti, Salani editore, 2017).
Un insegnamento che ha appreso grazie alle sue esperienze di vita.

In un periodo molto difficile la Rowling decise di seguire il suo sogno, la sua vera passione: scrivere. Una volta terminato il primo libro della saga del maghetto, che le ha fatto vendere più di 400 milioni di copie, l’autrice è stata rifiutata da diverse case editrici. Solo l’editore della Bloomsbury decise di pubblicarne un numero esiguo di copie perché sua figlia ne era rimasta entusiasta.
E non è finita qui: qualche anno fa la scrittrice ha pubblicato su Twitter i rifiuti che ha ricevuto da due case editrici a cui aveva proposto il manoscritto de Il richiamo del cuculo con lo pseudonimo di Galbraith. Nel post spiega di averlo fatto per sostenere gli scrittori emergenti a non arrendersi davanti ai rifiuti.
La Rowling non è l’unica scrittrice famosa che ha ricevuto diversi no prima di essere pubblicata con successo.

Alcuni rifiuti ricevuti da grandi scrittori

Le motivazioni per cui una casa editrice decide di non pubblicare un libro possono essere diverse, può dipendere dalle circostanze del momento o dal taglio culturale. Per questo capita che libri rifiutati da un editore sono poi pubblicati con successo da un altro.
L’Ulisse di James Joyce venne rifiutato e stroncato da Virginia Woolf. La famosa scrittrice disse che l’aveva disgustata come “uno studente universitario che si schiaccia i brufoli”. Venne poi pubblicato da Silvia Beach, proprietaria della libreria “Shakespeare and Company” di Parigi. Considerato un libro di culto, oggi il 16 giugno, in molte città, viene festeggiato il “Bloomsday”.
Un caso tutto italiano fu quello del Gattopardo. L’autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, morì prima di vedere la sua opera pubblicata. Rifiutato da Elio Vittorini, sia per Mondadori sia per Einaudi, l’autore non seppe mai del grande successo che avrebbe avuto, consacrato anche dalla vittoria del premio Strega.
Così come Fiesta di Ernest Hemingway rifiutato perché noioso, La fattoria degli animali di George Orwell, il primo romanzo di John Le Carrè e Carrie di Stephen King.
Questi autori, e molti altri, hanno dovuto perseverare prima di essere pubblicati, ma alla fine sono riusciti e i loro libri hanno avuto enormi successi.

Conclusione

Dietro un successo si nascondono spesso fallimenti, fatiche e delusioni. Per questo è importante ricordare le parole della Rowling insieme alle sconfitte che molti scrittori famosi hanno avuto nel loro percorso per raggiungere la popolarità. Perseverare, credere nelle proprie capacità, imparare dai propri fallimenti è necessario per continuare a inseguire e realizzare i propri sogni.

 

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